Nemmeno il Psg sa spiegarsi la piaga infortuni, a volte persino il riposo fa male ai giocatori

L'Equipe parla del caso Psg, mentre noi pensiamo che il Napoli sia maledetto. I club hanno tonnellate di dati eppure, anche programmando, non riescono ad evitarli

Nemmeno il Psg sa spiegarsi la piaga infortuni, a volte persino il riposo fa male ai giocatori

2023 archivio Image Sport / Calcio / Paris Saint Germain / Luis Enrique / foto Imago/Image Sport ONLY ITALY

Per natura il tifoso avanza come un cavallo da corsa, coi paraocchi. Quindi a Napoli vediamo solo gli infortuni del Napoli, e a Parigi magari solo quelli che affliggono il Psg. E’ un trend finora poco spiegato, quello degli infortuni. Tanti, tantissimi, troppi. Che cozza con una presunta certezza di questo periodo storico: gli staff ultraspecializzati dei club dispongono di ogni sorta di dato o professionista, eppure non riescono ad evitarli.

L’Equipe sottolinea, riguardo al Psg, che “fatta eccezione per un caso – l’infortunio al ginocchio sinistro di Lucas Hernandez nel maggio 2024 – le prime due stagioni sotto la guida di Luis Enrique hanno evidenziato un dato di fatto: pochi, se non addirittura nessun infortunio, soprattutto muscolare”. Soprattutto perché Enrique è un tecnico maniacale per quanto riguarda la preparazione fisica. Ma “l’anno scorso, la Coppa del Mondo per club e la mancanza di un programma di preparazione pre-campionato hanno interrotto questa tendenza. Diversi giocatori (Marquinhos, Neves, Ruiz, Doué, Dembélé) hanno subito infortuni muscolari in quel periodo. Un anno dopo, e con la stragrande maggioranza dei giocatori impegnati nei Mondiali, il problema rimane lo stesso: Achraf Hakimi e Senny Mayulu a settembre, Nuno Mendes a Strasburgo (3-1, il 17 ottobre) e, oltre a Khvitcha Kvaratskhelia, che ha subito la rottura del legamento crociato del ginocchio destro , questi due infortuni a Marquinhos e Ousmane Dembélé contro il Barcellona”.

Kvara

Fanno male i viaggi, ma persino il riposo

Soprattutto nei mesi autunnali con i campi più umidi e la diversa illuminazione, gli infortuni aumentano, scrive L’Equipe. “Non esistono studi scientifici seri che stabiliscano un nesso causale. Quindi dobbiamo cercare altrove. La proliferazione di partite di alto livello negli ultimi diciotto mesi, tra cui la Coppa del Mondo per club, i Mondiali, la Premier League e la Champions League, è un fattore evidente. I casi di Mendes, Marquinhos e Dembélé sono particolarmente interessanti in questo autunno. Con gli occhi incollati ai dati, Luis Enrique e il suo staff hanno previsto la stanchezza dei tre giocatori, molto impegnati e che avevano percorso lunghe distanze, concedendo loro un periodo di riposo dopo la pausa per le nazionali. Mendes e Dembélé hanno potuto riposare contro il Le Mans (3-1, 10 ottobre), mentre Marquinhos ha giocato a Strasburgo. Questa scelta si è rivelata controproducente? “Dipende da cosa fai durante la settimana di riposo o i giorni liberi. Non c’è rischio di deallenamento. Ma se non hai fatto nulla e hai viaggiato con il jet lag, aumenti il ​​rischio di infortuni, questo è ovvio”, dice un preparatore atletico di un club europeo. E insomma: c’è poco da fare, pure il riposo può far male.