Moratti: “Vidi Messi prima degli altri ma non lo strappai al Barcellona. Mourinho il migliore che abbia mai avuto”

L'Intervista ad As: "Il mio vero sogno non realizzato è rimasto Cantona. I calciatori sono cambiati, oggi il senso di appartenenza è fragile"

Moratti: “Vidi Messi prima degli altri ma non lo strappai al Barcellona. Mourinho il migliore che abbia mai avuto”

Db Milano 11/07/2023 - funerali Luisito Suarez / foto Daniele Buffa/Image nella foto: Massimo Moratti

“Mourinho è il miglior allenatore che abbia mai avuto all’Inter”, dice Massimo Moratti in un’intervista ad As che ricorda quanto la sua grande Inter fosse così grande da andarsi a prendere – a strappare – Ronaldo al Barcellona. Così grande che forse, se avesse davvero voluto, gli avrebbe strappato anche Messi.

Il fatto – racconta Moratti – è che per Ronaldo “il Barça aveva fissato un prezzo. Forse lo ritenevano alto, ma per me non lo era. Lo consideravo interessante, accessibile. Era gestibile. Poi, ovviamente, hanno cambiato idea, ma era troppo tardi. L’accordo con l’Inter era concluso. Ronaldo era entusiasta di venire a giocare in Italia. Anche questo ha influenzato il trasferimento. Il Barça era furioso perché non se lo aspettava. Pensavano che non se ne sarebbe andato per quella cifra, ma per me non era un problema”.

Invece col Real tutto ok, anche quando si portarono via loro il tecnico del triplete, il suo amatissimo Mou: “Eccezionale, sempre. Nessun problema. Il rapporto che avevamo era sano, piacevole… Sì, anche quando hanno ingaggiato Mourinho. Sono una persona tranquilla che ama il calcio in tutti i suoi aspetti. È uno sport in cui può succedere di tutto, ed è questo che lo rende fantastico. Bisogna mettere le cose nella giusta prospettiva. Lui voleva andarsene, e l’ha fatto. Cosa potevo fare? Il suo sogno era quello di vivere un’avventura con il Real Madrid. E così è stato. Oggi lo vediamo di nuovo lì. Rispetto Mourinho. Conosco il suo carattere, ed è difficile cambiarlo. La sua ossessione per la vittoria è sempre evidente. Grande personalità, determinazione… Il fatto è che il calcio è cambiato, è diventato sempre più complesso. Pieno di novità, idee moderne… Bisogna adattarsi, ma Mou è rimasto lo stesso. Dovrei anche aggiungere che i calciatori di oggi non sono più quelli di una volta… In altre parole, il senso di appartenenza è fragile. Meno impegno verso un club, senza dubbio. Non è facile gestire tutto questo. In questo senso, Mourinho è uno dei più preparati a gestire un gruppo in modo magnifico. A infondere in loro una mentalità vincente”.

Mourinho in primo piano

Mou, il migliori di tutti

Moratti voleva Messi prima di tutti: “L’ho visto giocare in una squadra Under 17 quando ancora nessuno parlava di lui come di una stella mondiale. Ho capito subito che era speciale. Non solo per la sua abilità, ma per la sua fame e la sua voglia di vincere. Messi era già intimidatorio. Ricordo di aver parlato di lui all’epoca su molti giornali italiani. Volevo ingaggiarlo, sì. Anzi, ho fatto in modo che venisse contattato più volte, ma mai con mezzi scorretti o poco raccomandabili. Sapevo che il Barça, il club che lo aveva aiutato a crescere, stava per offrirgli un contratto. Non volevo intromettermi. Quello che è successo dopo è storia. Il Barça se l’è preso, sì. Devo anche aggiungere che Messi, in un certo senso, mi ha ringraziato per il mio interesse. Mi ha dato la sua maglia per dimostrarmi il suo sostegno. Me l’ha spedita, sì. A dire il vero non ho insistito troppo. Non lo considero un fallimento, perché, come ho detto, non ho forzato la mano. Ammetto però che in quegli anni è stato uno dei miei punti deboli. Lo ammiravo moltissimo”.

Ma non è un segreto che il vero colpo che Moratti si pente di non essere riuscito a portare a termine è sempre stato un altro: “Eric Cantona. Un giocatore fantastico. È stato davvero il grande sogno proibito”.