Malagò punta a 14 club su 20 in Serie A: si profila la disfatta politica per Marotta
La figuraccia del presidente dell'Inter che non ha convinto praticamente nessuno in Serie A votare Galliani. Persino Lotito potrebbe virare su Malagò

Db Milano 22/08/2026 - campionato di calcio serie A / Inter-Monza / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Giuseppe Marotta
Definirla sconfitta è decisamente troppo poco. Si profila una disfatta politica per Marotta che i media amano definire il burattinaio della Serie A. I fatti evidenziano che il burattinaio non riesce a districarsi tra i fili e sta semplicemente rimediando una brutta figura.
Persino Lotito potrebbe appoggiare Malagò
Avevamo scritto tutto due giorni fa, raccontato che i club di Serie A erano rimasti esterrefatti di fronte all’improvviso cambio di cavallo ordinato da Marotta attraverso il suo scudiero Percassi (figlio): non si vota più Malagò, si vota Galliani. E hanno reagito mettendolo in minoranza. Ampia minoranza, come conferma il Corriere della Sera con Monica Colombo.
Malagò non solo ha ottenuto la maggioranza assoluta con 11 club su 20 favorevoli alla sua candidatura. Ma vuole stravincere. Vuole arrivare a 14. E secondo il Corsera Malagò sta lavorando per convincere Sassuolo, Juventus e persino la Lazio di Lotito unico club che mesi fa non votò a favore di Malagò presidente della Federcalcio.

Il Genoa ha cambiato indicazione, revocando il voto a Galliani
Marotta l’ha fatta davvero grossa. Siamo di fronte a una Waterloo politica.
Il Corsera racconta che:
“Alla fine è stato Dan Friedkin, il presidente della Roma, a convincere il connazionale Kyle Krause ad aggiungersi alla lista dei dieci club già a favore di Giovanni Malagò. Così anche il Parma è salito a bordo, in compagnia dei capitolini, oltre a Napoli, Torino, Bologna, Lecce, Fiorentina, Frosinone, Monza, Udinese e Genoa. Peraltro i liguri avevano prima dato il voto ad Adriano Galliani, poi hanno inviato una revoca con diffida in Figc per passare nel partito dell’attuale commissario. Il particolare non è di secondaria importanza per sottolineare il clima che sta arroventando la lotta alla presidenza della federcalcio”.
Aggiunge il quotidiano di via Solferino che la Serie A spaccata è il peggior modo per prepararsi all’eventuale ingresso dei fondi nella vendita dei diritti tv esteri.
“Il tema è all’ordine del giorno nella assemblea di novembre. Avenue Capital e la cordata Nextaliacarlyle i più accreditati. Avenue in particolare ha messo sul piatto una prima offerta da 320 milioni di euro per il 10% della società che la Lega Serie A ha intenzione di fondare con il compito di gestire e monetizzare i diritti esteri”.