Il cattivo Lotito riesce a fare pure lo stadio della Lazio? Svolta sul Flaminio
Il Messaggero scrive di un'intesa con le Belle Arti e òa Soprintendenza per l'altezza e la capienza. Sarebbe da 47mila posti anziché 50mila

As Roma 23/05/2026 - campionato di calcio serie A / Lazio-Pisa / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: Claudio Lotito
Il progetto della casa della Lazio, il Nuovo Flaminio, sembra ad una svolta. Se la squadra è prima in classifica e sta facendo sognare i tifosi, Claudio Lotito lavora alacremente per creare il nuovo impianto della società e dare una seconda vita allo storico stadio romano che è stata la casa del rugby ed è ormai chiuso da diversi anni, dal 2012 per la precisione. Quindi il cattivo Lotito, lo spregevole Lotito, l’odiato Lotito non solo ha allestito una squadra che attualmente è prima in classifica, ma sta facendo anche passi avanti nella realizzazione dello stadio di proprietà.
Scrive il Messaggero:
“Gli architetti della Lazio avrebbero raggiunto una sorta di intesa di massima, ovviamente unofficial, con le Belle Arti: 47mila posti invece dei 50mila inizialmente ipotizzati, con una diminuzione dell’altezza totale dell’impianto, copertura inclusa, che raggiungerebbe quella dell’Auditorium di Renzo Piano, parametro indicato dalla Soprintendenza come quello dell’altezza massima raggiungibile dal Flaminio nuovo“.
La questione dell’altezza da risolvere, spiega il Messaggero, non è per il valore assoluto quanto per la armonizzazione con tutto ciò che lo circonda; il riferimento è all’area inclusa fra Flaminio, Foro Italico e Farnesina. Parliamo del complesso del Foro Italico, dei ponti Duca d’Aosta e Flaminio, del Palazzo della Farnesina, dell’Auditorium di Renzo Piano, del Villaggio Olimpico e del Palazzetto dello Sport, del Maxxi.
Nuovo Flaminio, c’è anche il nodo pensilina

Altro nodo cruciale è la “pensilina“, di fatto la copertura progettata sul Flaminio originale da Pier Luigi Nervi oltre 60 anni fa. Scrive il Messaggero:
“Nella versione del progetto preliminare depositata dalla Lazio e poi esaminata in conferenza di servizi si parla della necessità di effettuare delle prove di stabilità per verificare eventuali rischi per la pubblica incolumità in considerazione dell’età della pensilina e del suo ammaloramento causato dalle mancate manutenzioni dal 2012, anno della chiusura al pubblico dell’impianto di Nervi. Le Belle Arti hanno aperto a queste prove ma hanno anche ricordato come l’eventuale abbattimento della pensilina debba essere deciso ‘dalla Commissione regionale per il Patrimonio culturale del Lazio‘. Anche su questo aspetto i lavori tecnici sono andati avanti: sono state effettuate delle simulazioni che avrebbero evidenziato la necessità di rimuovere la pensilina per ragioni di pubblica incolumità. Lo step successivo sarà quello di effettuare le vere e proprie prove di carico che vengono condotte ponendo dei pesi al di sopra della stessa. Ma per queste prove, bisognerà ancora attendere“.