Ora tocca a Carnevali dimostrare di essere da Juventus: vada da Elkann e dica che la soluzione è Conte

Spalletti ha dimostrato in tutti i modi di non essere all'altezza. Dopo una sconfitta simile in casa, Lippi si dimise. Lui no. Ora spetta all'ad Carnevali fare il nome di Conte a Elkann

Ora tocca a Carnevali dimostrare di essere da Juventus: vada da Elkann e dica che la soluzione è Conte

Juventus' former Italian players Antonio Conte (L) and Angelo Di Livio (R) share a laugh during a football match in the "Together, a Black & White Show" event, the first Juventus party dedicated to all its fans, at the Pala Alpitour in Turin, on October 10, 2023. (Photo by MARCO BERTORELLO / AFP)

La Juventus è una polveriera, la sua identità e la sua storia sono state travolte dalla realtà. E la realtà dice: Madama 0, Lazio 3. Punto e accapo. Dopo 7 giornate, la squadra di Spalletti ha racimolato 11 punti ed è già a otto lunghezze dalla testa della classifica. Numeri impietosi che fanno tornare in mente la stagione 1998-1999 quando Marcello Lippi, qualche minuto dopo la bruciante sconfitta in casa con il Parma per 4 a 1, annunciò il passo indietro davanti alle telecamere: “Ho deciso di dare le dimissioni. Se il problema sono io vediamo – senza il problema Lippi – cosa fa questa squadra. Mi prendo tutte le responsabilità e vi saluto”. Arrivederci e grazie.

Spalletti, le sue conferenze sono diventate indecifrabili. Lippi si dimise, lui no

Spalletti al momento non ha fatto questo passo, è rimasto lì. Ma è in totale confusione il tecnico di Certaldo di idee e di postura. Non ha inciso con il gioco che di fatto si è involuto, ha rotto con lo spogliatoio. Non a caso il rapporto tra il tecnico e i giocatori sembra essere ai titoli di coda. I calciatori appaiono in campo svogliati, non ricordano nemmeno lontanamente la Juventus degli anni d’oro.

giovanni carnevali

C’è anche un tema di comunicazione: le conferenze stampa di Spalletti sono diventate indecifrabili, dice e non dice, invia messaggi tra le righe, prende di mira i direttori, ovvero Carnevali e Massara. Da qui il rumors che circola con insistenza: “Parla troppo, non è da Juve”.

Marcello Lippi stava sempre un passo indietro, aveva acquisito la sobrietà sabauda, perché la Juventus resta un’istituzione del calcio italiano, e viene prima degli uomini. Spalletti non è riuscito a trasmettere la mentalità Juventus. Recentemente in un’intervista a TuttoSport si è espresso così: “A Roma si allena il tifo, a Napoli la città, alla Juventus la mentalità”. Ma allenare la mentalità significa anche trasmettere i valori bianconeri che solo in pochi oggi detengono e conoscono e che rimandano al sacrificio, ai Torricelli, Ravanelli, Di Livio, e va da sé anche Conte. Ecco perché l’unica soluzione a questa equazione di difficile soluzione è Antonio Conte. È vero, ci sarebbero altri nomi come Didier Deschamps o, se si vuole, Pep Guardiola. Ma soltanto l’ex capitano della Juventus può riuscire in un’impresa che oggi non appare affatto semplice. D’altro canto, lo ha dimostrato ovunque. Figurarsi se non può ripetersi in quella che lui stesso definisca “la mia seconda casa”.

È Carnevali a dover fare a Elkann il nome di Conte per la Juventus

Ma come si può arrivare a Conte? L’ex tecnico del Napoli risiede a Torino, a pochi chilometri dal centro della Juventus. Solo pochi giorni fa ha scolpito queste parole: “Vorrei allenare chi ha bisogno di tornare a splendere”.

La proprietà pochi mesi fa ha cambiato il management, ha scelto un amministratore delegato che si chiama Giovanni Carnevali, uno dei dirigenti più influenti del calcio italiano. Inoltre, sempre l’ingegnere Elkann ha effettuato un altro aumento di capitale. Cosa devono fare di più dalle parti di Exor? Spetterà dunque al nuovo ad decidere di sostituire Luciano Spalletti. Deve essere Carnevali, in sostanza, che detiene i poteri, a riferire alla proprietà che per salvare la stagione – appena iniziata – sarebbe più che necessario sostituire l’attuale tecnico bianconero portando al tavolo una soluzione. Ad esempio, Antonio Conte. Insomma, è tutto in mano a Carnevali. Che in questo passaggio delicato potrà dimostrare di essere da Juventus.