I tifosi della Lazio sembrano quelli che si tagliano il pisello per dispetto alla moglie (la legge di Kolarov)
Damascelli: "i contestatori di Lotito, quelli che disertano l’Olimpico per non foraggiare il presidente, stanno maledicendo il giorno in cui hanno deciso l’ammutinamento"

As Roma 23/05/2026 - campionato di calcio serie A / Lazio-Pisa / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: Claudio Lotito
Gattuso Gattuso Gattuso. È tutto un elogio di Gattuso in giro, come se Lotito non esistesse. Come se la squadra se fosse portata lui da casa. Nessuno elogia il mercato a bassissimo costo del presidente della Lazio (che solo sul Napolista riceve i riconoscimenti che merita).
Oggi almeno Tony Damascelli, all’interno del solito articolo che incensa il signor Rino, dedica un significativo passaggio a Lotito e ai laziali che si stanno mangiando le mani per la protesta che definire idiota è poco. È la sempiterna legge di Kolarov: il tifoso capisce poco di calcio.

Lotito non piace alla gente che frequenta circoli e cafonal vari
Scrive Damascelli sul Giornale:
“La Lazio prima in classifica, a fianco dell’Inter, fa strano a chi osserva il football con gli occhiali da sole e non da vista, si aspetta che prima o poi si svegli dal sogno che tale non è affatto, i contestatori di Lotito, quelli che disertano l’Olimpico, per non foraggiare il presidente, stanno maledicendo il giorno in cui hanno deciso l’ammutinamento, seguono, da remoto, la squadra, tifano a denti stretti, sono fedifraghi che si sono mozzati gli attributi per dispetto alla consorte, Lotito prosegue la sua storia da uomo solo al comando, ha commesso errori, deve riequilibrare il bilancio, ama il potere politico che lo ha reso senatore, la Lazio riempie il suo orgoglio, pronuncia frasi latine ma non certo per captatio benevolentiae, smaschera con toni pesanti gli ultras violenti, non piace alla gente che frequenta circoli e cafonal vari, dentro questo circo romano la Lazio vive solitaria, per il momento incontaminata, addirittura guardando dall’alto in basso la Roma degli americani”.