Fifa, A.A.A. cercasi testata giornalistica intellettualmente onesta che racconti la disfatta del fronte anti-Infantino
Ceferin e Montagliani, i capi dell'opposizione, hanno deciso di ri-candidarsi alla Uefa e alla Concacaf dove hanno creato i loro potentati. Della mostruosa campagna mediatica diffamatoria non resta nulla. Infantino non ha nessun giornale dalla sua parte, ha solo i voti chi si occupa di calcio

Mg Miami (Stati Uniti) 11/07/2026 - Mondiali di Calcio 2026 / Norvegia-Inghilterra / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Gianni Infantino
È il pezzo che non leggerete mai. Anzi, ci correggiamo. Speriamo che sia il pezzo che presto leggerete anche sui quotidiani inglesi. “Così si è dissolto il fronte anti Infantino. Per mesi vi abbiamo raccontato una realtà che non esisteva. Ma poiché un po’ vogliamo salvare la faccia, diciamo che vi abbiamo raccontato una realtà che nel corso del tempo si è sgretolata”. Una via d’uscita bisogna pur offrirla.
Oggi Ceferin si è candidato al suo quarto mandato da presidente della Uefa. Ma come? Non erano tre il limite il massimo di mandati? Ma nessuno dipingerà Ceferin come il carceriere del calcio europeo o come l’uomo legato alla poltrona col Vinavil. Aspettiamo di leggere osservazioni simili. Per ora ci accontentiamo di un tweet di Robert Harris giornalista di Sky News.
Ceferin e Montagliani hanno preferito curano i loro potentati Uefa e Concacaf
Eccolo:
FIFA latest:
– Ceferin (UEFA) & Montagliani (CONCACAF) stand for re-election next year rather than seek FIFA presidency
– European FAs meet & confirm desire for Infantino to go but with no candidate yet
– UEFA proposes FIFA reforms
– Infantino in Cape Verde addressing African FAs— Rob Harris (@RobHarris) October 8, 2026

Ricapitolando. Ceferin e Montagliani, i due presunti leader di quella che è stata presentata come la vastissima opposizione a Infantino alla Fifa, hanno deciso di farsi gli affari propri. Anzi, la diciamo meglio. Hanno deciso di continuare a curare il giardino di casa loro, perché è lì hanno creato i loro potentati. Ceferin si candida alla guida della Uefa (quarto mandato) e Montagliani alla Concacaf: ne è presidente dal 2016. Come Ceferin. E poi quello legato alla poltrona sarebbe Infantino. In ogni caso hanno evitato quella che sarebbe stata una cocente sconfitta elettorale.
Robert Harris prosegue dicendo che la Uefa è ancora per la defenestrazione di Infantino ma non ha ancora trovato il candidato. Bazzecole. Il termine ultimo per le candidature è il 18 novembre. Per ora – forse – l’unico oppositore è l’ex calciatore del Cagliari Vega. Aggiungiamo che nel meeting di Capo Verde, Infantino ha incassato il sostegno di tutte e 54 le confederazioni africane.
Contrasting day.
Africa’s 54 FAs backed Infantino in Cape Verde.
UEFA after Berlin summit said FIFA “needs new leadership: a respected and unifying figure, deeply rooted in football, with the vision & experience” – but another meeting still before FIFA candidate deadline in Nov— Rob Harris (@RobHarris) October 8, 2026
Una campagna mediatica diffamatoria senza precedenti
La realtà – come praticamente nessuno vi ha raccontato, quasi nessuno – è che per mesi è stata montata una campagna mediatica senza precedenti con l’obiettivo di screditare Infantino. La cui politica a capo della Fifa è una politica che tende a combattere il monopolio calcistico dell’Europa e ad allargare la distribuzione dei soldi alle confederazioni di tutto il mondo. Comprese, ovviamente, le tantissime confederazioni che hanno pochissimi soldi. In questo modo è nato il fenomeno Marocco semifinalista ai Mondiali. Ma anche Capo Verde vera novità degli ultimi Campionati del Mondo che si sono svolti negli Stati Uniti.

Una campagna di stampa diffamatoria, oseremmo dire di stampo orwelliano, che non ha mai spiegato nulla (peraltro a lettori che domande non ne fanno come abbiamo detto nel Podcast di giornata). Che ha spacciato una normalissima operazione di privatizzazione (a tempo) dei diritti commerciali Mondiali per una riedizione in versione pallonara de “Le mani sulla città” di Francesco Rosi. Il Wsj lo ha spiegato perfettamente, come si parlerebbe agli alunni di una terza elementare.
La mega operazione mediatica sta andando verso il naufragio, siamo nei dintorni del Titanic. Detto questo, vanno fatti i complimenti a chi l’ha allestita. Era anche perfettamente riuscita. Infantino nell’immaginario di tante persone è una sorta di avido e sanguinario dittatore del football. Che però stranamente ha i voti di chi si occupa di calcio. Della stragrande maggioranza delle confederazioni mondiali che da quando c’è lui si sentono rappresentate e possono fare affidamenti su fondi certi che consentono programmi di sviluppo altrimenti impensabili.
Infantino non ha nemmeno un giornale dalla sua parte. Ha solo quelle insignificanti crocette che in genere vengono definite voti.