Il Wsj su Infantino: “La sua proposta non è affatto rivoluzionaria, è il calcio a essere un mondo a parte”
Il giornale lo sfotticchia: "È stato troppo tempo in America. Qui è la normalità, persino negli sport universitari. E anche in Europa. Ma il calcio è strano. I giocatori guadagnano centinaia di milioni, le squadre vengono finanziate da fondi sovrani, ma i tifosi sono convinti di essere loro i proprietari. E forse lo sono"

FIFA President Gianni Infantino attends the 2026 World Cup Group C football match between Scotland and Brazil at the Miami Stadium in Miami Gardens on June 24, 2026. (Photo by CHANDAN KHANNA / AFP)
Il Wall Street Journal lo definisce l’autorete del secolo. La follia di Gianni Infantino. Il prestigioso quotidiano finanziario statunitense scrive che l’America ha dato alla testa al presidente Infantino, gli ha fatto dimenticare il contesto culturale in cui è immerso il calcio.
Il Wsj immagina l’autogol del secolo.
“È tutto ciò a cui riesco a pensare, osservando la crescente indignazione per il piano del presidente della Fifa Gianni Infantino di privatizzare, monetizzare e americanizzare ulteriormente il Mondiale Fifa”.
Il Wsj ricorda che nonostante tutte le contraddizioni – gli hydration break, il caro biglietti – la Coppa del Mondo è stata un successo storico e redditizio.
“Ma invece di essere portati in trionfo fuori dal campo, Infantino e la Fifa hanno preso il loro pallone d’oro e, con presunzione, lo hanno calciato dritto nella propria rete”.

Spiega la proposta di Infantino: scorporare in una società privata i diritti commerciali delle competizioni Fifa e di venderne una quota di circa il 20% a investitori, valutando l’impresa 20 miliardi di dollari. E ricorda che tra i nomi coinvolti ci sono JPMorgan e soprattutto Thrive Capital di Josh Kushner (genero di Trump: è il marito della figlia Ivanka). Spiega che l’idea è quella di raccogliere capitali per il prodotto e, come ha anticipato la Fifa, premiare le federazioni con 40 milioni di dollari ciascuno nei prossimi quattro anni.
Il Wsj scrive che non si tratta affatto di una proposta rivoluzionaria
Il Wall Street Journal non si scompone affatto:
“Non è una proposta così radicale. Molte leghe e squadre hanno invitato investitori esterni a entrare per raccogliere fondi. Le leghe professionistiche negli Stati Uniti e in Europa lo stanno facendo ampiamente. Anche lo sport universitario. Gli investitori vedono gli eventi sportivi dal vivo come una copertura contro l’isolamento dell’intelligenza artificiale. Le squadre desiderano valutazioni elevate e liquidità facile. È la filosofia del mondo dello sport: non lasciare indietro nessun dollaro”.
Ma – prosegue – “il calcio è diverso. Il calcio è particolare. Anche se i giocatori guadagnano centinaia di milioni e le squadre vengono finanziate da fondi sovrani, i tifosi sono appassionati e possessivi nei confronti del calcio in un modo che non si riscontra nelle domeniche di NfL, nel Pga Tour (di golf). Il calcio non è un gioco del proprietario. È il loro gioco. Dei tifosi”.

Più che altro, aggiungiamo noi, i tifosi possono essere manovrati. Ed è molto semplice far credere loro che sia una battaglia tre il bene e il male. Con la Uefa che fa credere di stare combattendo per i principi del calcio. Negli Stati Uniti il profitto non è peccato, anzi è libido.
Il Wsj quasi sfotte Infantino, in modo bonario:
“Dopo aver girato da una suite all’altra a bordo di un jet privato, rapito dal mercato americano senza freni e dai nostri sontuosi stadi finanziati con denaro pubblico, Infantino ha dato per scontato che le federazioni avrebbero seguito il denaro e si sarebbero piegati alla sua volontà“.
Il Wsj paragona questo autogol al progetto Superlega. Che naufragò immediatamente anche per la sollevazione dei tifosi. Durò appena due giorni.