Infantino trema (dalle risate): l’unico candidato alla Fifa che l’opposizione è riuscita a produrre è un ex giocatore del Cagliari

La montagna ha partorito Ramón Vega che ci ha già provato tre volte a candidarsi ma stavolta dice di avere persino cinque federazioni che lo supportano. Auguri

Infantino trema (dalle risate): l’unico candidato alla Fifa che l’opposizione è riuscita a produrre è un ex giocatore del Cagliari

Db Miami (Stati Uniti) 14/06/2025 - FIFA Club World Cup 2025 / Al Ahly-Internacional Miami / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Gianni Infantino

Vega contro Goldrake, come nel cartone animato degli anni 80, avrebbe avuto più chance. Vega quello vero invece è l’agnello sacrificale mandato al macello: l’unico candidato che l’indignatissima opposizione a Gianni Infantino ha trovato finora per contendergli la prossima presidenza della Fifa. Auguri.

Vega, chi era costui?

Ramón Vega è un ex calciatore svizzero che oggi ha 55 anni. Ha origini spagnole, e ha giocato nel Tottenham, nel Watford, nel Cagliari e nel Celtic. Qualcuno, a Cagliari, se lo ricorda ancora. Forse qualcuno l’ha anche comprato al fantacalcio, vai a sapere. In ogni caso: Vega non è la prima volta che si candida alla Fifa. Ci ha già provato nel 2015, nel 2019 e ne 2022, prima che arrivasse Infantino. Ora ci riprova.

Ha annunciato la sua candidatura con un sobrio manifesto di undici pagine: sfiderà il suo connazionale al congresso che si terrà il 18 marzo del prossimo anno a Rabat. Ha tempo fino al 18 novembre per presentare il sostegno scritto di cinque federazioni, requisito che gli era sfuggito nei precedenti tentativi. Stavolta però è pronto, dice: “Ce l’ho già. Una volta entrati ufficialmente, potremo parlare di chi saranno. Se le federazioni vorranno annunciarlo in anticipo, è una loro decisione. Io non lo dirò, perché devo tutelarmi”, ha detto al Paìs.

Infantino

Nell’intervista al giornale spagnolo ha spiegato l’evoluzione che ha attraversato in questi 11 anni: “È stata un’esperienza formativa su ciò che accade dietro le quinte: la politica e tutto il resto. Questa conoscenza ci ha resi migliori rispetto a dieci anni fa, quando forse eravamo più ingenui. Durante tutto questo tempo, alla gente mancava il coraggio. Avevano paura, perché nessuno aveva il sostegno o l’incoraggiamento per parlare e cambiare le cose. Questo è cambiato considerevolmente in questi dieci anni grazie a noi, perché non ci siamo arresi: abbiamo continuato a parlare e a dialogare”.

Se non ora, quando?

Vega è convinto che questa volta sarà diverso, per il clamore mediatico degli ultimi anni e l’esplosione del caso di quest’estate, il progetto fallito di vendere parte del trofeo dei Mondiali a fondi di investimento: “Quello che è successo agli ultimi Mondiali non è l’unica cosa che non va, ma qualcosa del genere doveva succedere. La gente ha visto la verità e ne ha abbastanza. Si parla molto più di soldi che di calcio, e la gente ha capito che non si può andare avanti così. È la cosa più grave che sia successa nella storia del calcio, moralmente ed eticamente. E soprattutto per come è stata fatta, che è la cosa importante: una cosa è avere l’idea e un’altra è realizzarla alle spalle dei colleghi. Ma ha anche portato alla luce tutto ciò che, dopo dieci anni, sapevamo già che succedeva all’interno. Se le cose venivano fatte in questo modo, a nessuno importava più. Lo sapevano, ma tacevano”.

“Sono un ex calciatore e conosco il sistema e la governance del calcio a livello internazionale, ma da una posizione molto neutrale: non faccio parte del sistema, faccio parte del gioco, e questo è importante. Se dicono di voler cambiare e riformare, ora non ci sono scuse per non farlo”.

Infantino, intanto, è nel suo ufficio che trema.