Ha ancora senso parlare di giornalismo sportivo? – Podcast
"Caffè macchiato" il podcast di Massimiliano Gallo - A noi pare che il pubblico non sia interessato all'informazione bensì a un accompagnamento alle gesta dell'eroe di turno

Italy's Jannik Sinner hits a return to USA's Ben Shelton during their men's singles quarter-final match on day eleven of the Australian Open tennis tournament in Melbourne on January 28, 2026. (Photo by Martin KEEP / AFP)
Il giornalismo sportivo interessa ancora a qualcuno? Formuliamo meglio la domanda: il giornalismo sportivo avrebbe un pubblico? Ci sarebbero persone interessate a essere informate? Invece di rivelarvi la risposta, ce la caviamo con una contro-domanda: come reagirebbe l’opinione pubblica alla rivelazione della diagnosi di Sinner che invece è misteriosa da mesi? Noi immaginiamo che la fonte dell’informazione sarebbe subissata di critiche, proteste e lamentele per non aver lasciato in pace l’eroe sportivo (in questo caso Jannik) e ovviamente accusato di menzogna. Da mesi nessuno sa che cos’abbia e pare che sia la cosa più normale del mondo.
Oggi il giornalismo sportivo è considerato più un contorno. Serve e piace una narrazione epica che accompagni le gesta dell’eroe di turno. Per non parlare dell’informazione apparentemente schierata come ad esempio il Napolista. Come se appartenere a una fazione significasse essere acquiescenti e acritici su tutto.
Tutto questo nel podcast (breve, tranquilli) di Massimiliano Gallo “Caffè macchiato”. Che trovate qui sotto.