Chi è Rizzetta che vuole comprare il Napoli? E perché nessuno chiede chi sono i suoi investitori? – PODCAST

Prima il 3-3 con la Roma: "in parte si deve recuperare anche Allegri". Poi il dossier su chi c'è dietro l'offerta da 2,2 miliardi, e San Gennaro destituito nel 1799.

Chi è Rizzetta che vuole comprare il Napoli? E perché nessuno chiede chi sono i suoi investitori? – PODCAST

Matt Rizzetta patron del Napoli Basket

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Chi è Matt Rizzetta, e chi sono gli investitori che dovrebbero mettere i soldi per comprare il Napoli? È la domanda al centro della nuova puntata di Inpat-Expat, il podcast di Fabio Avallone da Napoli e Raniero Virgilio da Berlino. Questa volta gli expat sono due: l’ospite è Luca Di Gennaro Splendore, che da Malta racconta il Napoli in inglese con il suo podcast, Napoli Football Cast. Ma prima si parla del campo, e cioè di Allegri.

Allegri dopo il 3-3 con la Roma: colpa della panchina o dell’allenatore?

Dall’ultima puntata il Napoli ha battuto il Bodø 4-3 e pareggiato 3-3 con la Roma. Per Raniero, sabato Allegri ha avuto grosse responsabilità: un’ora giocata benissimo, De Bruyne bene, McTominay “in serata assolutamente di grazia”, poi il crollo.

“Una squadra che è in casa ed è di due gol in avanti e che viene raggiunta in cinque minuti, fa il terzo e viene raggiunta di nuovo a pochi secondi dal termine, ha un crollo psicologico”. La lettura della partita, i cambi, la tenuta mentale: “Queste cose che secondo me l’allenatore doveva darle non le ha date”. E la conclusione: “Bisogna recuperare tanti giocatori, però in parte si deve recuperare anche Allegri”.

Fabio non è d’accordo: “Secondo me, semplicemente, il Napoli non c’ha la panchina. Questo è. Molto semplice”. La squadra regge sessanta minuti con i titolari, poi con i cinque cambi “comincia un’altra partita”, e “noi, seconda squadra non la teniamo”. Luca aggiunge il tema degli infortuni: Neres, Vergara, Buongiorno e Badiashile, che si è fermato di nuovo, sono giocatori che “noi già sappiamo che faranno 10-15 partite”.

Raniero riconosce ad Allegri i meriti, i due centrali nuovi e De Bruyne spostato al posto di Lobotka, ma insiste: “Non è colpa dell’allenatore, ma l’allenatore ha delle responsabilità”. E legge nella squalifica per le frasi sulla Roma, a cui Allegri ha poi deciso di non fare ricorso, il segno di un allenatore che sente la pressione. Fabio lo tranquillizza a modo suo: “in Italia l’ultima spiaggia per gli allenatori non arriva mai”.

Rizzetta e il Napoli: chi sono gli investitori?

Poi il dossier. Raniero mette in fila quello che si sa di Rizzetta, partendo da una premessa: “Noi vogliamo soltanto cercare di capire che cosa si sa di questa persona e cosa non si sa”. Italoamericano, cresciuto nello Stato di New York, laurea in comunicazione alla Iona University, marketing alla Sony, poi nel 2010 un’agenzia di pubbliche relazioni, la North 6th Agency. Dieci anni dopo una holding che chiama family office, ma la famiglia è la sua. Nel 2025 il fondo Underdog Global Partners, che ha circa tredici mesi di vita ed è quello con cui ha fatto l’offerta al Napoli.

Il confronto è con le proprietà che già ci sono in Serie A. Di Oaktree, RedBird e degli altri fondi si conoscono il patrimonio gestito, gli investitori, il prezzo pagato. Nel caso di Rizzetta, secondo Raniero, il prezzo è noto, 2,2 miliardi, ma non si sa da dove vengano i soldi. I nomi di Ariel Investment e Apollo Sports Capital sono usciti in Italia, ma fuori dall’Italia non li ha ripresi nessuno. L’unico precedente simile citato è quello di 777 Partners al Genoa: il fondo è collassato e il club è stato ceduto. “Io non sto dicendo che lui sia truffaldino o chissà cosa”, precisa Raniero, ma “è strano che i giornalisti non chiedano, non si interessino all’origine di questa ricchezza”.

Fabio e Luca la vedono diversamente. La garanzia, per loro, è De Laurentiis, che pochi giorni fa ha detto che la due diligence non è mai cominciata. “Sicuramente De Laurentiis non fa cessione al buio”, dice Fabio: “se De Laurentiis cede è perché ha avuto il pagamento il minuto prima di firmare, non il minuto dopo”. Intanto Rizzetta, con il Napoli Basket che vince, guadagna popolarità in città.

Napoli 44 e San Gennaro destituito

Raniero legge una pagina di Napoli ’44 di Norman Lewis, l’ufficiale britannico che racconta la città dopo la liberazione. È la storia del 1799: con i francesi in città il sangue di San Gennaro non si scioglie, poi si scioglie su ordine di un ufficiale di Napoleone. I napoletani accusano il santo di collaborazionismo, lo destituiscono e lo sostituiscono con Sant’Antonio, che però non ferma la lava del Vesuvio. Così si torna a cercare San Gennaro. Il commento di Raniero: “un po’ crediamo a tutto, un po’ vogliamo tornare ai bei tempi di una volta che non ci sono mai stati”. Fabio chiede se sia un modo per dire che bisogna richiamare Conte.

Il prompt della settimana: Bruscolotti e Di Lorenzo

Chiude il prompt della settimana, sulle parole di Bruscolotti su Di Lorenzo capitano, la risposta del capitano e le scuse dell’ex capitano. L’intelligenza artificiale ne tira fuori venti secondi di film, con un’ambientazione che ai conduttori sembra eduardiana.

Buon ascolto!