Carrick difeso da Athletic: “I problemi dello United sono molto più profondi e complessi”
Il portale sportivo del NY Times: anche Ratcliffe ha enormi responsabilità con il suo particolare stile manageriale. La squadra si è disgregata, contro il Como la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Manchester United's English Interim head coach Michael Carrick applauds fans on the pitch after the English Premier League football match between Manchester United and Manchester City at Old Trafford in Manchester, north west England, on January 17, 2026. United won the game 2-0. (Photo by Darren Staples / AFP)
Non è solo colpa di Michael Carrick se il Manchester United è in crisi; Athletic “difende” il tecnico, sottolineando gli anni difficili che sta attraversando il club, anche prima che arrivasse lui sulla panchina.
Carrick, dopo la sconfitta 4-1 col Como, si è scusato davanti ai tifosi che avevano viaggiato per la trasferta in Italia; aveva fatto una cosa simile anche Ole Gunnar Solskjaer nel 2021, quando perse con lo stesso punteggio contro il Watford. In seguito, Solskjaer fu allontanato dal club. Anche Carrick potrebbe lasciare, se i risultati non migliorano.
Ratcliffe ha enormi responsabilità sulla crisi dello United, non è solo colpa di Carrick
Athletic scrive:
La squadra si è disgregata in modo così evidente, mostrando una tale assenza di urgenza, che le crescenti preoccupazioni sul futuro di Carrick si sono trasformate in una vera e propria crisi. Il risultato, in realtà, è persino lusinghiero per lo United. Man mano che i gol si accumulavano, la squadra dava l’impressione di un pugile alle corde, costretto a incassare colpi mentre l’arbitro si preparava a interrompere l’incontro da un momento all’altro. In passato Carrick aveva liquidato piuttosto sbrigativamente le statistiche che collocavano lo United nelle posizioni basse della classifica per quanto riguarda il rendimento atletico. Questa volta, invece, è stato lui stesso a sollevare la questione.
Una domanda cruciale è capire se la mancanza di corsa dipenda dalle scelte tattiche, da una condizione fisica insufficiente, da limiti atletici dei giocatori, oppure da una generale disillusione nei confronti dell’ambiente e delle ambizioni del club. Potrebbe trattarsi di una combinazione di tutti questi fattori, nella peggiore delle ipotesi. Anche Sir Jim Ratcliffe ha enormi responsabilità. Il suo particolare stile manageriale influenza gran parte di ciò che accade. Nel tentativo di imitare il successo del Manchester City, Ratcliffe ha assunto Omar Berrada come amministratore delegato. Berrada ha poi portato a Manchester Wilcox, affidandogli il ruolo di principale dirigente dell’area calcistica. Non si può nemmeno ignorare il fatto che Dan Ashworth, arrivato allo United a caro prezzo per ricoprire il ruolo di direttore sportivo, sia stato licenziato da Ratcliffe dopo appena sei mesi.

La società risulta quindi avere maggiori colpe. Il portale sportivo del New York Times conclude:
Da quando Ratcliffe ha investito nello United, i risultati sono precipitati. L’unica sequenza positiva è arrivata quando Carrick, nella sua precedente esperienza da allenatore ad interim, ha dato una scossa straordinaria alla squadra nella scorsa stagione. Ormai sottoposto a una pressione enorme, ma i problemi del Manchester United sono molto più ampi e affondano le radici molto più in profondità.