Questo Napoli ricorda il primo di Mazzarri: titolari fortissimi ma poi entravano Dossena, Vargas e Cribari
FALLI DA DIETRO - Contro l'Inter un bel Napoli, di carattere e personalità. Poi arriva i cambi di Allegri e sono dolori. Acciughina ci ha messo del suo

Mi Napoli 21/10/2010 - Europa League / Napoli-Liverpool / foto Marco Iorio/Image Sport nella foto: Walter Mazzarri
FALLI DA DIETRO (rubrica nata nel 2008. Le rubriche omonime nate successivamente sono imitazioni)
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DI NELLO MASCIA
Che spreco.
Perdere così fa male 100 volte di più.
E al tifoso non va a genio di raccontare il dolore.
Eppure è stata una bella partita.
Di così belle e intense se ne vedranno poche, da queste parti.
Ed è stato un bel Napoli.
Di carattere e personalità.
E nel primo tempo con l’Inter se la gioca alla pari.
Poi a inizio ripresa due regali bauscia portano gli azzurri in vantaggio addirittura di due goal. Da non credere.
Tanto che al Napoli tremano le gambe.
In campo e in panchina.
El Toro accorcia dopo qualche minuto su assist di Dimarco ancora una volta sfuggito a Politano.
Poi lo stesso Toro prima si prende un giallo, poi un minuto dopo viene perdonato per una gomitata violenta dritta nello stomaco di Rafa.
Un arbitro di Napoli non dirige mai il Napoli
Sarebbe rosso. Per doppia ammonizione.
Ma non per Sozza. Il milanese Sozza.
Sì, ormai non si fa più caso alla città natale degli arbitri.
Però a tutt’oggi mi sembra non sia mai successo che un arbitro nato a Napoli abbia arbitrato il Napoli. Futilità.

È tempo di cambi.
E Acciughina comincia a fare i guai che determineranno il risultato.
Decide per la difesa a cinque. E arretra.
Un po’ per fifa e un po’ per rispondere a Chivu che aveva messo un terzo attaccante.
Manda in campo sto babbasone di Badiashile che non gioca da marzo ed è in evidente sovrappeso.
Lo vedo entrare e mi dico: “Questo ha la faccia di uno che fa pareggiare l’Inter”.
Al primo duello aereo il subentrato Thuram, su cross del subentrato Augusto, stacca altissimo e lo sovrasta di almeno una spanna.
Possibile che Beukema fosse messo peggio di questo coso qui?
Ma la partita non dà tregua.
Il Napoli ha ancora due enormi occasioni per vincerla.
Ma è il Napoli dello spreco di scena a San Siro.
Spreca il subentrato Ferribotte su suggerimento del Re.
Spreca prima il subentrato Lucca e poi Zambo a un metro dalla porta vuota.
Da rincorrere tutti e tre con l’ombrello.
Lucca ancora protagonista principale in negativo.
La nemesi non si fa aspettare.
E punisce in pieno recupero.
Errore difensivo di squadra. Lucca ancora protagonista principale in negativo.
E il Toro “graziato” dal milanese Sozza firma la vittoria.
Ingiusta. Per come si è sviluppata la partita. Bugiardo il risultato.
Resta la mesta consolazione delle note positive e della consapevolezza che il Napoli c’è. Anche nella sua inspiegabile incompletezza.
Certamente non è squadra da scudetto.
Forse potrebbe esserlo da zona Champions.
Ma sarà dura. Perché la squadra è a corto di ricambi.
Questo Napoli mi ricorda un po’ quelle squadre di Mazzarri dei tempi del Matador, El Pocho e di Mareshark.
Strepitose negli 11 titolari. Poi entrava gente come Dossena, Vargas e Cribari e le cose ce le complicavamo da soli.
È un’annata così. Le scelte societarie sono queste.
Al tifoso non resta che tifare. Ci vuole pazienza.

Anche i Sangue Oro vincono in rimonta.
In svantaggio 0-1 per gran parte della partita, ne fanno due in appena 3 minuti durante il recupero.
Una produzione offensiva impressionante.
40 tiri contro un’Atalanta solida che comunque è da tenere d’occhio. Attenti alla Lupa, ha un furore che non è uno scherzo.
Il big match. La solita noia.
Il Diavolo non calcia mai in porta e la Vecchia ci prova timidamente con i guizzi di Conceição.
La partita si stappa soltanto nella seconda frazione.
Anche qui decidono i cambi.
Al 69 il subentrato Cissè trova il gol dell’1-0 al primo tiro nello specchio dei rossoneri.
Quando tutto sembra finito, Fra Cipolla butta dentro Gatti, come centravanti aggiunto.
E lui al 90+2′ svetta su un cross di Koopmeiners e pareggia i conti.
I giovani che danno speranza.
Antonio Raimondo ventiduenne di Ravenna, pupillo di Sinisa sigla un’altra doppietta dopo quella di domenica scorsa al Franchi.
Quattro goal in tre partite.
Kimi Antonelli entra nella storia.
Partito dall’ultima fila, il leader del Mondiale si prende il Gran Premio d’Italia.
L’ultima volta che un italiano ha vinto il Gran Premio di casa non c’era ancora la trasmissione televisiva in diretta