Perché l’Italia avrebbe dovuto battere il Belgio? Mancini vittima di una guerra per bande mediatica
Il Belgio ai Mondiali ha perso ai quarti contro la Spagna al minuto 88 per una papera del portiere. La verità è che dietro le assurde e feroci critiche di oggi c'è il rancore per il Maldini silurato e la scarsa simpatia per Malagò. In questo l'Italia non è mai cambiata, basta che non vinca il nostro avversario interno

Italy's head coach Roberto Mancini looks on during a training session in Coverciano, near Florence, on September 21, 2026, ahead of Italy's UEFA Nations League football match against Belgium. (Photo by Filippo MONTEFORTE / AFP)
Sembra di essersi svegliati su Marte. L’Italia ha perso in casa 2-0 col Belgio e abbiamo letto di tutto. Con una ferocia che non riscontrammo nemmeno dopo la sconfitta con la Bosnia che ci lasciò fuori dai Mondiali. In quell’occasione, leggemmo che Gattuso era il meno colpevole di tutti. Roba da ridere per anni. Oggi invece fucili puntati su Roberto Mancini l’uomo che ha lasciato l’Italia per 25 milioni di euro netti l’anno in Arabia Saudita. Maledetto. Perché lui e non noi? Perché lui sa fare l’allenatore e noi no, a questo non ci arriva nessuno. È un pensiero che non ci sfiora. Non ci interessa. A noi piace solo essere invidiosi e fare a pezzi gli altri quando ne abbiamo l’opportunità.

L’Italia non partecipa al Mondiale dal 2014. C’era Prandelli in panchina. E adesso il dramma, la tragedia è che abbiamo perso in casa 0-2 contro il Belgio in Nations League.
Ai Mondiali il Belgio ha perso nei quarti contro la Spagna
Riavvolgiamo un attimo il nastro. Ai Mondiali in America l’Italia c’era? No, non c’era. C’era la Bosnia al posto nostro. Il Belgio c’era? Sì c’era. È arrivato ai quarti di finale e al minuto 87 era ancora 1-1 con la Spagna che di lì a qualche giorno sarebbe diventata campione del mondo. Sapete come ha preso gol il Belgio? Con una papera del portiere, proprio lui Lammens che ieri sera ha firmato due interventi decisivi su Moise Kean e Pio Esposito. Ai Mondiali ha respinto male e in maniera goffa un tiro innocuo e hanno beccato gol da Merino. Quel gol di fatto è costato la panchina a Rudi Garcia che aveva tolto dal campo Courtois per un dolore che gli impediva di lanciare lungo ma non di parare.
Ripetiamo: il Belgio è uscito ai quarti contro la Spagna al minuto 88 e si sono talmente arrabbiati che hanno fatto fuori l’allenatore.
E l’Italia che arriva da decenni di fiaschi – tranne l’Europeo vinto con Mancini – avrebbe dovuto vincere. Ma siamo seri.

Mancini paga tre peccati originali: i soldi arabi, Paolo Maldini e Malagò
La realtà ahinoi è che l’Italia e Mancini sono al centro di una guerra per bande, una battaglia mediatica. La Gazzetta ha asfaltato la Nazionale. Leggiamo che
“La prima Italia di Mancini è più brutta, sporca e impresentabile di quella di prima. Niente da salvare, tutto da rifare. Il Mancini-bis è in linea con tutto quello che abbiamo sofferto negli ultimi anni”.
Ma dove? Ma quando? Ma cosa? Più brutta, sporca e impresentabile di quella di Gattuso? Roba da Sant’Uffizio. Abbiamo riscontrato un livore, un astio che si spiega solo andando a scavare casa c’è dietro. Non c’è bisogno di scavare, basta grattare. Dietro c’è l’affronto a Paolo Maldini. Non avete voluto dare la Nazionale a Maldini? L’uomo che l’avrebbe affidata a Pirlo, Grosso o De Rossi? E allora non vi abboneremo nulla. In più avete riportato in panchina il riccone saudita. Questa Nazionale di Mancini sconta il peccato originale di aver sconfitto politicamente la mozione Maldini-Leonardo. Sembra una questione infantile ma è così.

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Altrimenti come si può allestire un processo dopo la prima partita? Sbattere in prima pagina Alessandro Romano dopo che ci avete ammorbato per anni che non diamo fiducia ai giovani. Ma perché, Barella è giovane? Di Barella non parla nessuno, strano.
Basta che non vinca il nostro nemico interno
Ma non è solo la Gazzetta. I toni sono ultimativi, funerei. Repubblica scrive di sconfitta così brutale da ridimensionare qualasiasi ottimismo. Il Corsera a Mancini toglie letteralmente la pelle:
“Una pena. Un dolore. Gli sguardi delusi dei bambini. E poi tutti questi fischi. Nemmeno gli urlano di andare a lavorare. Gli chiedono proprio di andare via e basta”.
Attenzione, Mancini non paga solo l’averci privato della Nazionale di Pirlo o di Grosso (solo per questo meriterebbe una statua). Mancini paga anche l’essere stato scelto da Malagò l’altro nuovo nemico. Il calcio italiano ha voltato pagina per modo di dire. Dopo pochi mesi, sono ripartite trame e cospirazioni. Del resto è l’unica cosa che sappiamo fare. Farci la guerra. Non vinciamo più ma almeno perdono i nostri nemici interni. Godiamo così. Siamo diventati dei voyeur. Dell’Italia, della Nazionale, non se ne frega nessuno. L’importante è che perda l’avversario della nostra fazione, che sia Mancini o Malagò, meglio se tutti e due. Almeno in questo l’Italia è rimasta fedele a sé stessa. Non è mai cambiata. Nei secoli fedele.