Napoli, è la serata di De Bruyne: dovrà caricarsi la squadra sulle spalle e ritrovare l’intesa vincente con Hojlund
Allegri si affida per la prima volta a De Bruyne dal 1': "Kevin dovrà essere il faro offensivo e non solo"

Mg Genova 22/08/2026 - campionato di calcio serie A / Genoa-Napoli / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Kevin De Bruyne
E’ la notte delle stelle ed è quindi la notte di Kevin De Bruyne. Domani arriva l’Arsenal al Maradona e Max Allegri sembra abbia sciolto ogni dubbio. E’ arrivato il momento del debutto da titolare per il centrocampista belga, fin qui gestito e sempre subentrato a gara in corso. Stavolta, però, serve ben altro.
“Serve una notte perfetta. Serve una notte da re. E chi meglio di Kevin De Bruyne può esaltarsi in una partita così?” si chiede la Gazzetta dello Sport (con Vincenzo D’Angelo) che evidenzia come sia arrivato il turno del belga, in una gara dall’altissimo coefficiente di difficoltà, contro una formazione che fin qui le ha vinte tutte e sembra una corazzata inaffondabile.
Allegri darà a De Bruyne le chiavi del centrocampo e del Napoli intero e chiederà al suo numero 11 di dare tutto. “Kevin dovrà essere il faro offensivo ma non solo” spiega la Gazzetta. Il belga dovrà dettare i tempi delle giocate ma anche di gestire il possesso oltre che di lanciare in porta Hojlund.
Il ricordo dello Sporting: Allegri vuole riannodare quel filo

D’altronde contro lo Sporting Lisbona un anno fa è ciò che accadde; il 2-1 firmato dalla doppietta del bomber danese aveva in calce anche la firma di Kevin, autore di un doppio assist nell’unica gara di Champions giocata al Maradona prima dell’infortunio. Stava nascendo l’intesa vincente tra i due fenomeni azzurri, prima che il problema alla coscia tolse fuori dai giochi Kev per quattro mesi.
Allegri vuol ripartire da lì, con De Bruyne pronto a lanciare in campo aperto Rasmus riannodando quel filo spezzato per “spingere il Napoli verso la fase a eliminazione. L’obiettivo minimo stagionale, dopo il cammino horror dello scorso anno“.
Kevin, peraltro, è un vero e proprio senatore in Champions League; ben 82 presenze nella competizione con 16 gol e 30 assist. E quella coppa l’ha anche alzata al cielo con il Manchester City nella finale vinta contro l’Inter.