Napoli, non è la prima volta che il bilancio viene prima delle necessità di campo
L'estate dell'austerity — dall'addio di Lukaku alla cessione di Gutierrez — non è un episodio isolato. È un metodo. E per capirlo, ricorda Repubblica, basta tornare all'inverno del 2025: Kvaratskhelia venduto al PSG a gennaio, con il Napoli in piena corsa scudetto.

Paris Saint-Germain's Georgian forward #07 Khvicha Kvaratskhelia celebrates after scoring his team fourth goal during the UEFA Champions League semi-final first leg football match between Paris Saint-Germain (PSG) and Bayern Munich at the Parc des Princes in Paris on April 28, 2026. (Photo by ALAIN JOCARD / AFP)
Mercato chiuso senza nemmeno un acquisto: il Napoli è rimasto fedele al dogma dell’austerity voluto da De Laurentiis. E, come nota Repubblica, non è la prima volta che il club antepone le esigenze del bilancio a quelle tecniche. Il precedente è recente e clamoroso.
Il precedente: Kvaratskhelia al PSG in piena lotta scudetto
Torna in mente l’inverno del 2025, quando Kvaratskhelia fu venduto al PSG a gennaio, con gli azzurri in piena corsa per il titolo. La mossa consentì a De Laurentiis di ridurre il passivo stagionale — da un rosso a tre cifre a uno più gestibile — e poi ci pensò Conte a rimettere le cose a posto, vincendo comunque il tricolore. Ma anche allora il miglior attaccante non fu sostituito. Esattamente come oggi, con l’addio di Lukaku mai rimpiazzato.
L’estate ambigua: il messaggio ai tifosi e il no ai 2,2 miliardi
Repubblica definisce “ambigua” l’estate del patron per due motivi. Il primo: il messaggio fuori contesto ai tifosi (“Ci manca solo la vittoria della Champions”). Il secondo: lo sdegnato rifiuto dell’offerta americana da 2,2 miliardi — mai smentita ufficialmente — per l’acquisto della società. Tirare la cinghia non è una vergogna, scrive il quotidiano, e i due scudetti in tre anni restano un’enorme linea di credito — a patto che la comunicazione sia corretta e non si neghino le difficoltà.
Il divorzio con Conte e la scommessa Allegri
La chiusura del mercato è figlia anche della frase con cui, a fine maggio, De Laurentiis scortò alla porta Conte: “Questo gruppo avrebbe rivinto lo scudetto, senza infortuni”. Conte non la pensava così: riteneva il ciclo agli sgoccioli e sognava una rifondazione dai giovani. Di qui il divorzio, e la scelta di affidarsi al “gestore” Allegri. Saranno i risultati a dire chi ha visto giusto: e il Napoli è partito maluccio, con il blitz sofferto a Genova e il ko col Como.
“Stiamo bene così”: ora tocca al campo
Il sentore, dentro il club, è condiviso: da De Laurentiis all’ad Chiavelli, dal ds Manna ai giocatori. Il Napoli si crede forte, e proprio per questo ha rinunciato al mercato. Portavoce di questa linea è lo stesso Allegri: “Stiamo bene così“. La scommessa è tutta qui — e dopo il voto più basso tra le grandi nelle pagelle del mercato, è tempo di dimostrarlo sul campo. Sabato, a Milano, contro l’Inter.