Messi lascia la Nazionale ma farà ancora più soldi: la narrativa della leggenda è un tesoro commerciale
As fa il punto (abbastanza impressionante) di tutti i suoi contratti: ha un patrimonio che supera il miliardo di dollari. E ora gli si aprono nuovi orizzonti

Argentina's forward #10 Lionel Messi cries during the trophy ceremony at the end of the 2026 World Cup football tournament final match between Spain and Argentina at the New York/New Jersey Stadium in East Rutherford on July 19, 2026. (Photo by Paul ELLIS / AFP)
Se depuriamo l’addio alla Nazionale di Messi dalle squintalate di melassa (anche giusta, per carità) alla fine, sul fondo, restano i soldi. As ha fatto il punto un po’ gretto ma efficace di questa fine d’una storia lunga e ricchissima. Con una domanda di partenza: quale sarà ora il rapporto tra i marchi e la stella argentina. “Dal 2007, Messi ha guadagnato più di 700 milioni di dollari tra stipendi e bonus, secondo i dati di Bloomberg. Dopo le tasse e includendo i proventi da investimenti e sponsorizzazioni, il suo patrimonio netto ha superato il miliardo di dollari”.
Messi è la seconda persona più seguita al mondo su Instagram, con 516 milioni di follower, secondo solo a Cristiano Ronaldo, che ne ha 679 milioni. “Secondo Forbes, i post sponsorizzati sulla piattaforma rappresentano un’enorme fonte di guadagno: si stima che possa guadagnare circa 2,7 milioni di dollari per ogni post sponsorizzato rivolto ai suoi oltre 500 milioni di follower”.
Una montagna di sponsor
In ambito commerciale, poi, Messi ha “almeno 11 importanti sponsorizzazioni, tra cui un accordo a vita con Adidas, del valore di 25 milioni di dollari all’anno. Collaborano dal 2006. Nel 2017 hanno firmato un contratto a vita. Oltre alla somma fissa, riceve royalties e una percentuale sulle vendite dei prodotti che portano il suo nome, il che ha ulteriormente incrementato i suoi guadagni dopo il trasferimento all’Inter Miami.
Un’altra sponsorizzazione particolarmente significativa è quella con Apple, detentrice esclusiva dei diritti di trasmissione della MLS: vale 50 milioni l’anno. Messi riceve una percentuale dei ricavi generati dai nuovi abbonamenti al Season Pass della MLS sulla piattaforma.
Poi ci sono, con le cifre ufficiali riservate: PepsiCo (Pepsi/Gatorade/Lay’s), Anheuser-Busch InBev (Budweiser/Michelob Ultra), Mastercard, Hard Rock International, PUBG Mobile / Epic Games.
Dalla piattaforma di criptovalute Bitget prende 6,7 milioni di dollari all’anno. Da Socios.com 20 milioni di dollari per un contratto triennale complessivo. Da Louis Vuitton 1,7 milioni di dollari all’anno.

Come Jordan e Serena Williams
Il giornale spagnolo scrive che “per gli specialisti nella gestione e nel marketing sportivo, la fase finale di un ciclo non dovrebbe tradursi in una perdita di reddito. “Il ritiro dalla nazionale argentina non significa il ritiro commerciale di Messi. I grandi contratti personali tendono a durare a lungo perché i brand non hanno acquistato solo il giocatore della nazionale, ma una delle più grandi icone della storia del calcio. La narrazione ora si sposta dalle prestazioni e dai titoli all’eredità, alla longevità e all’influenza globale. Messi cessa di essere semplicemente un atleta attivo con l’Argentina e si trasforma definitivamente in un brand senza tempo, che può mantenere il suo valore commerciale a livelli altissimi per molti anni”, dice Fábio Wolff, managing partner di Wolff Sports.
“Messi si è affermato come un brand globale che trascende il campo da gioco e le diverse fasi della sua carriera, raggiungendo il livello di leggende come Michael Jordan e Serena Williams, il cui impatto commerciale rimane intenso anche dopo il ritiro. La sua eredità, riflessa nel contratto a vita con Adidas e nella sua presenza nel crescente mercato nordamericano con l’Inter Miami, sposta la narrativa commerciale delle convocazioni della nazionale argentina verso la celebrazione della sua storia. Questa transizione apre nuove strade per i brand che desiderano associarsi alla sua traiettoria simbolica, creando al contempo spazio per nuovi sponsor che vogliono investire nella prossima generazione di atleti emergenti”, spiega Thiciana Simão, CEO e co-fondatrice di AdSports.