Malagò sembra avere le ore contate. Se non lo fa fuori il Coni, ci pensa il governo. Abodi ha già avvisato
La presidenza della Figc. Prosegue lo scontro istituzionale. Il presidente del Coni Buonfiglio: "Io fuoco amico? Un conto è essere amici, un altro complici". Il ministro Abodi: "Mi auguro di non dover intervenire"

Db Zenica 31/03/2026 - spareggio qualificazioni Mondiali 2026 / Bosnia Erzegovina-Italia / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Andre< Abodi-Luciano Buonfiglio-Gabriele Gravina
Malagò, la morsa si stra stringendo
Giovanni Malagò si sta battendo. Ma incredibilmente sembra avere le ore contate. Anche se in Giunta Coni l’imbarazzo è palpabile. Come fanno a votare contro Malagò? Peraltro per un commissariamento a dir poco discutibile. Il commissariamento per il mancato tesseramento che non è stato mai segnalato prima, quando si è candidato e quando è stato eletto. Malagò nel frattempo ha anche perso l’appoggio dei grandi club del Nord, la morsa si sta stringendo.

Ormai lo scontro si sta incancrenendo ogni giorno di più. Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio – è lui il fuoco amico denunciato da Malagò – ieri è nuovamente intervenuto. Repubblica riporta le sue parole:
“A volte ho paura che si prenda l’educazione per debolezza. Quando sento parlare di fuoco amico, mi viene da dire: un conto è essere amici, un altro essere complici. Ho consultato l’intelligenza artificiale e ho scoperto che Malagò è il presidente del Coni che ha commissariato più federazioni, ben tredici. Il Coni è organo di controllo, se le cose non vanno come vorremmo non possiamo prendercela con l’arbitro: le frasi di Malagò mi sono sembrate un fallo di reazione, come quelli dell’Argentina nella finale dei Mondiali”.
Il governo lo vuole fuori dalla Figc, quella poltrona fa gola ad Abodi
Né Coni né governo abbassano la guardia, anzi.
Malagò in precedenza, sempre ieri, aveva detto: “È stupefacente. La questione è esclusivamente di carattere personale e politica. Giorgia Meloni diceva sempre: lasciate decidere cosa vuole la gente. È giusto che una persona eletta con il 70% abbia questi problemi? Sono sotto attacco per una procedura elettorale in cui non solo non sono colpevole, ma addirittura vittima”.

Ma il governo è tra quelli che Malagò non lo vuole più.
Queste le parole del ministro Abodi (che vuole la poltrona di presidente della Federcalcio):
“Sono convinto che Malagò non abbia responsabilità, ma le regole valgono per tutti, e questo il presidente lo sa”. Poi, una chiosa che è quasi un avviso ai naviganti: “Noi osserviamo. E mi auguro di non dover intervenire”. Tradotto: se il Coni non commissaria la Figc, la politica è pronta a commissariare il Coni”.