Malagò rompe il silenzio sul commissariamento: “Non mi aspettavo il fuoco amico da chi ho sostenuto”

Il presidente della Figc reagisce alla spinta del Coni verso la messa sotto tutela della Federcalcio. Si dice fiducioso "per natura", ma non nasconde l'amarezza per chi lo attacca dopo averne avuto amicizia e appoggio.

Malagò rompe il silenzio sul commissariamento: “Non mi aspettavo il fuoco amico da chi ho sostenuto”

Dc Roma 22/06/2026 - Assemblea elettiva FIGC / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Giovanni Malago’

A far discutere è ora il fuoco amico di Malagò: il presidente della Figc, ai microfoni di Sky Sport, ha rotto il silenzio sul possibile commissariamento della Federcalcio legato al suo mancato tesseramento al momento della candidatura. Toni fermi, e un pizzico di amarezza personale.

Il fuoco amico di Malagò: “Parole in libertà, ingiuste”

“È un momento complicato, ingiustamente e sorprendentemente complicato. Tante parole in libertà e tante prese di posizione non sono assolutamente giuste nel modo più assoluto. Si affronterà anche questa partita.”

Il numero uno federale si è detto fiduciosodi natura”, ma è nel passaggio successivo che affiora il rammarico più forte, quello verso chi — un tempo alleato — oggi lo attacca:

“Se sono fiducioso? Lo sono di natura, sarei un autolesionista se non lo fossi, non mi sarei avventurato in questa nuova partita. Devo dire che non mi aspettavo una situazione così complessa soprattutto dal fuoco amico, da persone che hanno avuto non solo la mia amicizia ma anche il mio supporto. Fa parte della vita, guardiamo avanti con fiducia.”

Il contesto: il Coni verso il voto, tutto dopo il 5 ottobre

Le parole arrivano nel pieno del braccio di ferro istituzionale che il Napolista sta seguendo: come abbiamo raccontato, la Giunta del Coni si muove verso la richiesta al Consiglio Nazionale di votare il commissariamento, sulla scorta delle conclusioni del procuratore generale Ugo Taucer, per il quale sarebbe “incontestabilmente accertato” che Malagò non fosse tesserato al momento della candidatura. Va ricordato che si tratta di una vicenda ancora aperta e che ogni decisione dovrebbe arrivare dopo Italia-Turchia del 5 ottobre, per non turbare il cammino degli azzurri in Nations League.

Le reazioni: da Gravina alla difesa del “sistema”

Non è l’unica voce a essersi levata. Gabriele Gravina ha bollato l’ipotesi come “assurda”, rivendicando che “la credibilità del nostro calcio va difesa da ripetuti tentativi di invasione di campo”. È l’ennesimo capitolo di una guerra di Palazzo che, dietro le quinte, muove più delle cronache di campo e degli intrecci di potere che raccontiamo. Mentre a Napoli si continua a pensare al pallone, con l’Allegri dei tre punti sul Bologna, ai vertici del calcio italiano si combatte una partita ben più delicata. Con Malagò che, per ora, sceglie una linea: fiducia in pubblico, e la stoccata a chi definisce “fuoco amico”.