Lobotka si gode il gol e ride di sé: “Non so cosa stessi facendo là davanti”. Poi il grazie a Favasuli
Il regista slovacco, a segno una volta ogni morte di papa, festeggia la rete che ha deciso la partita col Bologna. Con lucida autoironia: "Di solito lì non ci vado, ma non c'era nessuno". E un pizzico di fortuna che non guasta.

Dc Napoli 13/09/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Bologna / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: esultanza gol Stanislav Lobotka
Le parole di Lobotka dopo il gol che ha steso il Bologna sono un piccolo capolavoro di autoironia. Il centrocampista, autore della rete che ha regalato al Napoli l’1-0, ai microfoni di Sky Sport e DAZN si è detto felice più per i tre punti che per la firma personale — d’altronde di gol in azzurro ne ha segnati pochissimi: questo è appena il quarto da quando è arrivato, a gennaio 2020.
Lobotka dopo il gol: “Non so cosa stessi facendo là davanti”
“Non ho fatto tanti gol per il Napoli, sarebbe bello se a ogni gol arrivassero i tre punti. Sono contento per questa vittoria: abbiamo giocato bene, da squadra.”
Hai ringraziato Favasuli?
“Ovvio, sono davvero contento. Non so cosa stessi facendo lì davanti, di solito non lo faccio, ma ho visto che non c’era nessuno e Favasuli ha messo in mezzo una bella palla. Sono stato anche fortunato, ma quello non guasta mai.”
Difficile spiegare meglio la rete di un regista puro capitato per una volta dalle parti dell’area avversaria. Il merito, per sua stessa ammissione, è del cross del neoentrato Favasuli: una freschezza che era già stata tra le note migliori del ko con l’Arsenal, come avevamo evidenziato.
Il valore dei tre punti
Al di là della battuta, il messaggio di Lobotka è quello di un gruppo che ritrova ossigeno: dopo tre sconfitte di fila, la priorità era vincere, e la squadra c’è riuscita “da squadra”. È lo spirito che il Napoli inseguiva da settimane, quello stesso equilibrio che Allegri chiedeva a suon di calma. Tre punti pesantissimi per una rosa che, con l’infermeria affollata e un organico corto, aveva bisogno soprattutto di ritrovare il sorriso. E la firma più improbabile, quella di Lobotka, glielo ha restituito.