Kvaratskhelia: “I calzettoni bassi? Segnai all’esordio col Napoli così, mi hanno portato fortuna”
Ad Athletic: "Fabian Ruiz è sottovalutato, è come Busquets, quando lo guardi, guardi il calcio". Fabian: "La rissa in finale dei Mondiali? Cerchiamo sempre di dare il buon esempio. È stato un momento brutto, ma spero che venga dimenticato".

Fabian Ruiz e Khvicha Kvaratskhelia sono tra i 30 candidati al Pallone d’Oro di quest’anno. I due ex Napoli, ora al Psg, hanno rilasciato un’intervista ad Athletic dove raccontano la loro scorsa stagione e la vittoria del Mondiale per lo spagnolo.
Fabian Ruiz: “L’obiettivo del Psg è vincere la terza Champions consecutiva”
“Speriamo che quest’anno possiamo competere di nuovo per vincere la Champions League per la terza volta. Il Real Madrid è l’unica squadra ad esserci riuscita“, ha dichiarato Fabian. “È il nostro obiettivo principale quest’anno: esserci, lottare per fare qualcosa di storico“.
Kvaratskhelia ha invece ricordato la doppietta contro il Bayern Monaco: “È stata una partita folle. Questa partita rimarrà per sempre nella storia del calcio. Giocarla è stato un privilegio“. Il georgiano non ha partecipato ai Mondiali, ma ha raccontato: “Guardavo solo le partite dei miei compagni. A volte non dormivo per colpa loro“.
In merito alla rissa avvenuta nella finale tra Spagna e Argentina, Fabian ha dichiarato: “È un momento che tutti hanno visto e che nessuno vorrebbe vedere. Ci sono bambini e ragazzi che guardano il calcio e non dovremmo mostrare loro quelle immagini come esempio. Bisogna saper vincere e bisogna saper perdere. A nessuno piace perdere, ma è stato un momento un po’ brutto in una finale dei Mondiali. Cerchiamo sempre di dare il buon esempio a tutti, perché il calcio lo guardano tutti, dai più piccoli ai più grandi. È stato un momento che a nessuno è piaciuto, ma spero che venga dimenticato“.

Kvaratskhelia: “Fabian è sottovalutato. Kvaradona? Un piacere, ma nessuno può essere paragonato a Diego”
Kvara ha poi elogiato il suo compagno di squadra spagnolo: “È davvero sottovalutato, perché il modo in cui comprende il calcio è pazzesco. Non so chi l’abbia detto a proposito di Busquets: quando guardi una partita non vedi Busquets, ma quando guardi Busquets, guardi il calcio. È lo stesso per lui, perché non lo vedi, ma la sua capacità di capire il calcio e il modo in cui controlla la partita… il ritmo che riesce a imprimere è di un altro livello“.
Il suo marchio di fabbrica sono ormai i calzettoni abbassati: “Era la mia prima partita con il Napoli e avevo i crampi da 35 minuti. Essendo la mia prima partita, forse ero sotto stress. Normalmente giocavo con i calzettoni alti, come tutti. Pensavo che abbassarli potesse aiutarmi con i crampi. Dopo ho segnato e ho pensato che forse portasse fortuna. Da allora non li ho più cambiati. Soprannome preferito? Kvaradona. Sono davvero orgoglioso di aver giocato nel Napoli. Quando mi chiamano così è un privilegio, ma anche una pressione, perché quando ti paragonano a uno dei più grandi calciatori della storia è davvero difficile da gestire. Nessuno può essere paragonato a Maradona, ma è un piacere“.