Kvaratskhelia: “A Napoli ero un calciatore diverso, al Psg ho capito che doveva dare tutto me stesso”

A France Football: "Luis Enrique mi spinge a superare i miei limiti. A Napoli vivevano tutti per il calcio, a Parigi no. È decisamente meglio a Parigi"

Kvaratskhelia: “A Napoli ero un calciatore diverso, al Psg ho capito che doveva dare tutto me stesso”

Mg Salisburgo 12/08/2026 - Supercoppa Europea / Paris Saint Germain-Aston Villa / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: esultanza gol Khvicha Kvaratskhelia

In occasione della premiazione del Pallone d’Oro che si terrà tra circa un mese, Khvicha Kvaratskhelia è stato intervistato da France Football essendo uno dei candidati a poterlo vincere.

Il georgiano ha ripercorso la sua carriera tra Napoli e Psg, dove ha vinto due Champions League.

Kvaratskhelia: “Al Psg mi hanno accolto come se giocassi lì da anni”

Il Psg è diventato infatti campione d’Europa per due anni di fila da quando Kvara è a Parigi: “Non credo che sia grazie a me. In questa squadra ogni giocatore è molto importante. Non importa chi gioca e chi va in panchina. Sono molto orgoglioso e riconoscente di aver contribuito, anche se in minima parte, a conquistare questi splendidi trofei con il club. Fin dal primo giorno, i miei compagni mi hanno fatto sentire come se li conoscessi da due o tre anni. L’adattamento è stato quindi molto semplice. Mi sento davvero a casa“.

Sul tecnico Luis Enrique, Kvara ha speso solo belle parole: “Abbiamo un ottimo rapporto, ci rispettiamo reciprocamente. Mi spinge sempre a superare i miei limiti, mi dà consigli per migliorare. Posso rivolgermi a lui con grande facilità. Essere un suo giocatore è molto semplice. Sono davvero orgoglioso di lui. Mi piace il suo modo di lavorare. E tutti i suoi collaboratori sono fantastici“.

L’aspetto mentale è molto importante per il georgiano, di pari passo con quello tecnico: “Mi piace correre rischi nel calcio. Quando ho il pallone, sono l’uomo più orgoglioso del mondo. Adoro quella sensazione di trovarmi uno contro uno e cercare di aiutare la mia squadra a segnare“.

Kvaratskhelia

Il georgiano: “A Napoli vivono per il calcio a differenza di Parigi”

Kvara ha inoltre parlato dell’esperienza a Napoli e di com’è vivere in città: “A Parigi è decisamente meglio, ci sono tantissimi turisti e alcuni di loro non sanno molto di calcio. A Napoli penso che le persone vivano tutte per questo. Ma naturalmente anche a Parigi incontro persone che mi adorano. A Napoli non ero lo stesso tipo di giocatore. Quando sono arrivato qui, mi sono reso conto di quanto la squadra desse tutta se stessa e di quanto mi rispettasse. Di conseguenza, sentivo di dover dare il meglio di me stesso, perché lo meritava. E sotto la guida di Luis Enrique ho capito che dovevo essere al massimo, perché ogni giocatore ha la stoffa del titolare. Se commetti un solo errore, puoi ritrovarti in panchina“.

Infine, il georgiano ha spiegato se sia più difficile vincere il Pallone d’Oro non avendo disputato il Mondiale: “Non dipende da me, ma da tutte le persone che votano. Essere tra i giocatori candidati è già un grande piacere. Significa che il mio lavoro ha fatto pensare loro che potessi essere un serio candidato e competere con questi giocatori eccezionali. Ne sono davvero orgoglioso. Nella vita, così come nel calcio, credo in tutto. È per questo che oggi sono al Psg. Farò del mio meglio, ora e in futuro“.