Il Psg prima era un pollo da spennare, ora ci vende (a peso d’oro) i suoi scarti. E vince

La sfida a chi faceva peggio tra Kolo Muani e Gonçalo Ramos domenica in Juve-Milan è una perfetta rappresentazione del fenomeno che analizza il Times

Il Psg prima era un pollo da spennare, ora ci vende (a peso d’oro) i suoi scarti. E vince

Ni Frosinone 23/08/2026 - campionato di calcio serie A / Frosinone-Juventus / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Randal Kolo Muani

ROMA – A rendere benissimo la straniante sensazione che la Serie A sia diventata una sorta di isola ecologica di scarti pur costosissimi, valga uno screenshot fantacalcistico relativo a Juve-Milan di domenica sera:

 

Uno alla Juve, l’altro al Milan. I due centravanti titolari che al Psg avrebbero continuato a far panchina. Una volta però non era così: il Psg era solo un club ricchissimo da spennare, che spendeva e spandeva quasi senza senso. Invece il Times ora analizza come sia diventato non solo vincente, ma anche molto abile a far mercato.

Il Psg ha imparato come si fa

Il Psg – scrive il Times – ha deciso di non voler più essere ossessionato da giocatori con un’aura da star o un passato glorioso. E perché mai avrebbero dovuto, quando il PSG può scovare decine di giovani promesse in patria e, se queste non raggiungono il livello necessario per vincere la Champions League, cederle a caro prezzo? I campioni d’Europa hanno chiuso la sessione estiva di mercato con un notevole utile netto, grazie a incassi da cessioni e prestiti che si avvicinano ai 400 milioni di euro (circa 344 milioni di sterline) e uscite di poco superiori ai 150 milioni di euro. Per contestualizzare: stiamo parlando di un PSG che nell’estate del 2017 ha investito complessivamente oltre 400 milioni di euro per l’acquisto di due giocatori, Neymar e Mbappé; un PSG che, per gran parte dei 15 anni trascorsi da quando Qatar Sports Investments ha acquisito la quota di maggioranza, è stato indicato come il principale responsabile dell’inflazione distruttiva del mercato dei trasferimenti, accusato di distorcere l’economia del calcio inglese. Ora, mentre il PSG sfoggia le sue Coppe dei Campioni e un bilancio che registra un record di entrate estive, può apparire come il principale beneficiario dell’istituzione che sta realmente gonfiando il mercato: la Premier League”.

Gonçalo Ramos

Gli esempi sono tanti, e ovviamente il Times si dedica ai rapporti con la Premier. Come i 180 milioni incassati da Liverpool e Aston Villa per Barcola e Mbaye. Di Kolo Muani ha detto moltissimo Spalletti. Ma un ottimo affare è stato sicuramente Gonçalo Ramos, “l’attaccante portoghese che, come Barcola, è entrato dalla panchina nel finale delle ultime due finali di Champions League. È stato ceduto al Milan per 75 milioni di euro, con un bel profitto di 9 milioni di euro, a due anni e mezzo dal suo arrivo dal Benfica”. 

Si tiene solo i migliori

“I migliori sono rimasti. La difesa del titolo di Champions League, che inizierà mercoledì in casa contro lo Slovan Bratislava, si baserà sulla stessa formazione che ha sconfitto l’Arsenal ai rigori a Budapest il 30 maggio, con parte dei proventi derivanti dalla lucrativa cessione di alcuni sostituti investiti in Torres, un’alternativa di lusso al detentore del Pallone d’Oro Ousmane Dembélé o al candidato al Pallone d’Oro Khvicha Kvaratskhelia in attacco; In Godts e in Akliouche, acquistato dal Monaco e, come dice Luis Enrique, “un giocatore nato per giocare al PSG”. Possiamo prenderlo alla lettera: Akliouche proviene dalla periferia est di Parigi. Il suo trasferimento da 50 milioni di euro è una sorta di ritorno a casa, nonché un percorso ben noto per i giovani talenti eccezionali della Ligue 1 verso il club più ricco e potente del calcio francese. Tutto ciò dovrebbe allarmare i rivali, compreso il quintetto inglese – Arsenal, Manchester, Aston Villa e Liverpool – che aspirano a spodestare i pluricampioni francesi dalla vetta d’Europa”.