Il momento che inquieta i tifosi del Napoli e che evoca tristi scenari: Hojlund che non passa la palla a Lang
Allegri era infuriato a fine partita, ha visto cose che non gli sono piaciute. Ma anteporre idiosincrasie personali al risultato del gruppo sarebbe l'inizio della fine

Quando le cose non girano, i foschi pensieri fanno un balzo in avanti. Il Napoli a Firenze ha evocato tristi pensieri. Ha riportato alla mente scenari tristissimi. Come quelli del secondo anno di Ancelotti quando si arrivò al momento più basso della gestione De Laurentiis: il cosiddetto ammutinamento. Rottura che fu preceduta da strani comportamenti in campo come ad esempio il sistematico ignorare la presenza di Lozano cui il pallone non veniva passato praticamente mai.
Hojlund aveva tutto il tempo per un comodissimo passaggio
Domenica a Firenze qualche scena simile si è vista. Una in particolare. Quella ripartenza nel finale di primo tempo (il risultato era 0-1) su pallone perso dalla Fiorentina e su cui si è avventato il danese Hojlund. Che certamente ha visto dall’altra parte Noa Lang. Aveva davanti a sé quaranta metri di campo. Ha avuto il tempo di portarsi il pallone avanti, inseguito da tre calciatori viola. E ha avuto tutto il tempo per un comodissimo passaggio di destro che avrebbe messo Lang solo soletto davanti a De Gea per il possibile raddoppio. Poi magari l’olandese avrebbe sbagliato. Ma ciò che inquieta è che il danese nemmeno ci ha pensato. Ha proseguito da solo in un’azione che – a meno che tu non sia Mbappé e lui non è Mbappé – quasi certamente non avrebbe prodotto nulla. Come poi è avvenuto.
Anche il gol della Fiorentina è figlio di una serie di infelici respinte della difesa del Napoli incapace di allontanare il pallone in maniera definitiva. Ma lì la situazione è meno chiara, I viola hanno poi segnato su autorete, anche se quello resta un pallone regalato con tantissima ingenuità. Ma proprio tanta.

Lang ne ha anche parlato a fine partita.
Al triplice fischio finale l’insolita reazione di Allegri è stata la reazione di chi si sente tradito e di chi ha visto in campo cose che non gli sono piaciute. Piaccia o meno, Allegri ha quarant’anni di calcio alle spalle. Ha giocato e ha fatto l’allenatore. Chi vive il calcio, certi atteggiamenti li capisce e li riconosce al volo. È anche per questo che è emerso il suo dissapore per la lontananza di De Laurentiis.
La speranza è che Hojlund si sia solo intestardito. Ma, come diceva un certo Giulio Andreotti, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”.