Belahyane sveniva in ritiro e Gattuso non mollava: “Step by step”. E sui lavativi non fa sconti

La Lazio è in vetta con Roma e Inter, e Gattuso spiega il suo metodo senza fronzoli: sudore, pazienza e nessuna tolleranza per chi non dà tutto. Come esempio sceglie Belahyane, che in ritiro sveniva e si scusava, e che lui rassicurava un passo alla volta.

Belahyane sveniva in ritiro e Gattuso non mollava: “Step by step”. E sui lavativi non fa sconti

Roma 16/08/2026 - Coppa Italia / Lazio-Mantova / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Gennaro Gattuso

Il metodo di Gattuso ha riportato la Lazio là dove nessuno l’avrebbe immaginata — prima in Serie A con Roma e Inter dopo cinque giornate — e per spiegarlo il tecnico sceglie un aneddoto sul suo centrocampista. Reduce dall’amarezza in Nazionale, con cui ha mancato i Mondiali 2026, “Ringhio” si è tuffato anima e corpo in una situazione complicata:

“Se non ci fossero stati questi casini alla Lazio non sarei venuto. Sapevo che a livello ambientale non era il massimo e ho accettato: sapevo che i ragazzi avevano voglia e ho sentito questa voglia.”

Il metodo di Gattuso: Belahyane sveniva, lui gli diceva “step by step”

Nessuna ricetta segreta: niente fronzoli, sudore, sacrifici, sangue e lacrime. Le parole su Belahyane al termine della sfida coi lagunari fotografano tutto:

“Durante il ritiro è svenuto due o tre volte, veniva in ufficio da me e mi chiedeva scusa.”

Step by step, un passo alla volta. Gattuso ha gettato così le basi della nuova Lazio in ritiro. E proprio Belahyane, che con Maurizio Sarri non era considerato centrale, diventa l’esempio di come ha rimesso mano alla squadra: rassicurato, incoraggiato, mai mollato. Non a caso il 22enne marocchino, dopo i 605 minuti di un anno fa (13 presenze), è già a quota 323′ in questo avvio: più della metà, a stagione appena cominciata.

“Niente lavativi”: la linea netta di Gattuso

“Quando vedo impegno, ragazzi che vogliono imparare, per me è una soddisfazione. Voglio aiutarli. L’importante è non vedere gente lavativa, non ci vado d’accordo.”

È lo stesso Gattuso che conosciamo, quello che rivendica il proprio lavoro come base degli scudetti di Milan e Napoli e che a Napoli si era detto “ostaggio del personaggio”. Sul presente, però, vola basso e resta scaramantico:

“Abbiamo 13 punti, ne mancano 27 per stare tranquilli… una volta che li abbiamo conquistati vediamo.”

La Lazio recupera i marginali: “È merito loro”

Qualcosa, però, non gli è piaciuto nel primo tempo col Venezia:

“Il primo lo abbiamo toppato. Nel secondo abbiamo fatto le cose come si deve: molto bene i due centrali con Belahyane che si buttava tra loro, bene in ampiezza. E infatti cross e rigore vengono fuori da queste giocate. Non siamo perfetti e continuiamo a lavorare con serietà; se stiamo facendo bene è merito dei giocatori. Anche chi non era protagonista l’anno scorso ora è importante, è merito loro.”

Bastone e carota, insomma, con un avvio che a Roma continua a portare punti. Sarà il campo a dire se l’esperienza di Gattuso sarà scandita da un “ringhio” o da un grugnito.