Pisacane l’anti-guru: non è integralista, fa giocare e vincere il Cagliari con una rosa da 121 milioni (la 16esima in A)
Dodici punti in cinque partite, fa segnare Maldini. Non ha un cognome da copertina e fu premiato dalla Fifa perché denunciò una combine

As Napoli 30/08/2025 - campionato di calcio serie A / Napoli-Cagliari / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: Fabio Pisacane
C’è un meme che gira ormai da anni su internet e che sottolinea come il nome e la nazionalità di un calciatore o di un allenatore ne determinino spesso il fascino e le valutazioni di mercato. E quindi, se un cognome totalmente anonimo, per quanto buffo, come può essere Pisacane riceve poca attenzione, viene da chiedersi: se si fosse chiamato Pisadog o Pisaperro, quante luci della ribalta avrebbe addosso oggi?
Ecco, meme a parte, vale la pena parlare di questo quarantenne dei Quartieri Spagnoli che, senza fare rumore, sta riscrivendo la storia del Cagliari. Oggi, con la vittoria maturata ai danni dell’Udinese, i sardi sono volati a 12 punti in classifica, alla pari di Roma e Inter, frutto di quattro vittorie e una sconfitta. Ma partiamo con ordine.
Cagliari, la storia con Pisacane

La storia inizia nel giugno 2025, quando Pisacane firma un contratto annuale, passando così in prima squadra dopo aver guidato la Primavera dei sardi alla vittoria della Coppa Italia. Al primo anno conduce la compagine alla conquista della salvezza con una giornata d’anticipo, totalizzando 43 punti. La partita simbolo è probabilmente la vittoria in casa del Milan, che costò ai rossoneri la qualificazione in Champions League. Celebre anche il suo discorso negli spogliatoi al termine del match: “Chi ha anima, coraggio e fame, ottiene la soddisfazione più bella”. Queste le sue parole.
In questa stagione, però, la stella è ancora più luminosa. Il Cagliari ha già ingranato e il bottino è incredibile: quattro vittorie su cinque, tra cui quella in casa della Dea, mentre l’unica sconfitta è arrivata tra le mura amiche contro l’Inter, campione d’Italia in carica, e per di più di misura. E scusate se è poco.
L’anti-guru e il simbolo Maldini
