Napoli, una partenza tanto al rilento non si vedeva da tempo

A Firenze il solito becerume dei tifosi viola. Purtroppo anche il solito Napoli di inizio stagione: entrati troppo molli nella ripresa

Napoli, una partenza tanto al rilento non si vedeva da tempo

Fiorentina's Portugese forward #28 Pedro GonÁalves fights for the ball with Napoli's Uruguay defender #17 MathÌas Olivera (L) during the Italian Serie A football match between Fiorentina and SSC Napoli at the Artemio Franchi stadium in Florence, on September 20, 2026. (Photo by Filippo MONTEFORTE / AFP)

A Firenze va in scena il solito spartito, e non parliamo solo di pallone. Che la Fiesole non sia esattamente un educandato è storia nota, ma stavolta il limite si supera prima ancora che l’arbitro si porti il fischietto alla bocca: versi incivili e becerume a far da colonna sonora iniziale ad una partita che avrebbe dovuto parlare solo di campo. E a proposito di fischietto: la famosa “linea Orsato” sul rigore della gestione si è già arresa alla prova dei fatti. Doveri dimostra di essere ancora fin troppo rocchiano, lasciando correre ben oltre il consentito e tollerando le sistematiche perdite di tempo dei viola che – bontà loro – abbassano il minutaggio di gioco effettivo a livelli imbarazzanti.

Fiorentina-Napoli

La partita è strana, ma il Napoli è in controllo. A parte i due legni con carambola (prima Rafa Marín su Atta, poi Milinkovic su Fagioli), gli azzurri la controllano e la sbloccano con una magia da corner: uno schema azzeccato concluso al meglio da Billy Gilmour. Sulla destra, lo stesso Gilmour insieme a Politano e Di Lorenzo asfaltano letteralmente Valery, arrivando al cross a ripetizione. Peccato che in mezzo quei palloni non vengano raccolti da nessuno, nemmeno per sbaglio. Si va comunque al riposo con la sensazione che tutto sommato questa Fiorentina, a parte il rumore dei versi incivili, sia davvero poca cosa. Mastantuono fa fumo e si inceppa, Amir e Rafa lo tengono alla grandissima.

Entriamo molli nella ripresa

Nella ripresa entriamo molli, e arretriamo inspiegabilmente portandoli nella nostra area e qui una deviazione bizzarra di Rafa Marín finisce per spiazzare Milinkovic, che poco dopo deve persino superarsi per evitare peggiori guai. Il Napoli reagisce, spinge prima con Neres e poi con Favasulli, ma De Gea – oltre a perdere tempo – si ricorda anche di essere un signor portiere.

Poi niente più. Nel finale la Fiorentina si sbilancia e lascia praterie enormi, ma il Napoli non le sfrutta. Restiamo lì: senza attaccanti e senza lucidità. L’ingresso di Anguissa, che doveva dare freschezza e ordine, si rivela controproducente: due sue ripartenze sanguinose regalate ai viola rischiano di costare carissimo.

Un Napoli ancora in rodaggio, e ora la sosta

Questo Napoli è ancora in rodaggio, troppo in rodaggio. Ma la classifica comincia a delinearsi e ora c’è la sosta: servirà a capire, una volta per tutte, dove vogliamo davvero essere. Se aspettare il famoso Marzo per dirla alla Allegri o bispgna ragionare in termini di obiettivi reali da raggiungere. Fatto sta, che una partenza tanto al rilento non si vedeva da tempo.