Conte riteneva il gruppo Napoli a fine ciclo, da qui il divorzio con De Laurentiis (Repubblica)

Repubblica Napoli scrive di austerity e si chiede: ma allora perché De Laurentiis ha parlato di Champions e ha rifiutato l'offerta americana da 2 miliardi?

Conte riteneva il gruppo Napoli a fine ciclo, da qui il divorzio con De Laurentiis (Repubblica)

Napoli's Spanish defender #3 Miguel Gutierrez Ortega (hidden) celebrates with teammates and Napoli's Italian head coach Antonio Conte after scoring a goal during the Italian Serie A football match between SSC Napoli and ACF Fiorentina at the Diego Armando Maradona Stadium in Naples on January 31, 2026. (Photo by CARLO HERMANN / AFP)

Il non mercato del Napoli

Il non mercato del Napoli – al di là dei soldi spesi per il riscatto di calciatori presi in prestito la scorsa stagione – è ovviamente il tema del giorno (insieme con l’aritmia benigna di McTominay). Gli osservatori calcistici danno quasi all’unanimità il Napoli fuori dalle prime quattro. Compresi i bookmaker come ad esempio Lottomatica. Un po’ per la sconfitta subita domenica al Maradona contro il Como di Fabregas. Un po’ perché l’età media è alta. La squadra avrebbe bisogno di qualche ricambio, di energie fresche. Che però non sono arrivate.

Repubblica Napoli, con Marco Azzi, scrive che alla base del divorzio tra Conte e De Laurentiis c’era anche un’idea diversa di futuro. Il tecnico salentino riteneva il gruppo a fine ciclo e sarebbe ripartito con un Napoli più giovane.

Conte e De Laurentiis napoli Napolista Adl e Conte allenatore del Napoli

La spaccatura tra Conte e De Laurentiis è avvenuta sul futuro

Scrive:

“La chiusura del mercato di ieri è del resto sotto gli occhi di tutti, figlia della necessità di quadrare i conti e della frase con cui a fine maggio De Laurentiis scortò alla porta Conte. “Questo gruppo avrebbe rivinto lo scudetto, senza infortuni”. Antonio invece non lo pensava affatto, riteneva il ciclo agli sgoccioli ed era stuzzicato casomai dell’idea di una rifondazione, ripartendo dai giovani. Di qui il divorzio tra i due, reso inevitabile dalla decisione del presidente di andare avanti con la vecchia guardia e affidarla al gestore Allegri. Saranno i risultati a dire chi ci ha visto giusto e il Napoli è partito maluccio”.

Repubblica sottolinea però l’ambiguità del presidente De Laurentiis che a fronte della linea dell’austerity ha persino caricato Allegri della responsabilità di vincere la Champions:  (“Ci manca solo la vittoria della Champions…”) e non ha mai smentito ufficialmente il no all’offerta americana da 2.2 miliardi per l’acquisto del Napoli.