Cardinale ha capito che Ibrahimovic al Milan non serve

Secondo i francesi di Footmercato la risistemazione societaria ha parecchio ridimensionato il ruolo dello svedese. Che nel frattempo ha passato l'estate a diventare virale sui social

Cardinale ha capito che Ibrahimovic al Milan non serve

Db Riad (Arabia Saudita) 06/01/2025 - finale Supercoppa Italiana / Inter-Milan / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Zlatan Ibrahimovic

E se il Milan – con un ritardo inverosimile – si fosse reso conto che tutto sommato Zlatan Ibrahimovic non serve a molto? Lo scrivono in un articolo di retroscena i francesi di Footmercato.

Cardinale prende in mano il Milan

Per anni Gerry Cardinale ha amministrato il Milan un po’ come si amministra un fondo, da lontano: fiducia distribuita, deleghe ampie, presenza sporadica (eufemismo). Una stagione fallimentare più tardi, il proprietario di RedBird ha deciso di metterci le mani dentro. Più viaggi in Italia, più riunioni a Casa Milan, più coinvolgimento diretto nei reparti sportivi. Il risultato è un organigramma quasi irriconoscibile. Massimo Calvelli al centro della gestione, Hendrik Almstadt, Bobby Gardiner sugli affari sportivi, Donato Lomonte allo scouting; sopravvivono, ma dentro una struttura nuova, Jovane Kirovski e Vincenzo Vergine. Per non parlare della rivoluzione tecnica. Secondo Footmercato cambia il principio di governo: nessuno, in questo nuovo Milan, deve avere potere sufficiente per non rispondere a Cardinale. È un’architettura pensata contro gli uomini forti. A a Milano, di uomini forti, ce n’era uno con un nome piuttosto ingombrante.

Zlatan Ibrahimović non ha mai avuto bisogno di un organigramma per esistere: gli bastava il carisma (durante i Mondiali ha fatto sfracelli sui social), la storia rossonera, l’accesso diretto al proprietario. Consulente di titolo, negli ultimi anni la sua parola pesava sulle questioni sportive più di quanto un contratto da consulente dovrebbe normalmente permettere. Era, in un certo senso, l’eccezione vivente alla regola che Cardinale sta ora scrivendo daccapo. “Una rivoluzione silenziosa ma profonda che potrebbe coinvolgere uno degli uomini che sembravano più saldamente radicati in questa nuova Milano, Zlatan Ibrahimović”, scrive Footmercato.

Una smorfia di Ibrahimovic

Non è a rischio. Non ancora

Ibra e il suo status potrebbero essere direttamente influenzato da questa nuova struttura, scrivono ancora. Anche se “il rapporto personale con Cardinale resta solido”, almeno sulla carta. Il possibile arrivo di Markus Krösche come responsabile dell’area sportiva – un profilo manageriale parecchio diverso da quello dello svedese – dice tutto del cambio di linea.

“La volontà di implementare un vero e proprio gruppo di lavoro, con responsabilità chiaramente definite e il potenziale arrivo di un responsabile del settore calcio con una vasta esperienza nella gestione sportiva, potrebbero inevitabilmente ridurre lo spazio attualmente occupato dall’ex attaccante. L’idea non è necessariamente quella di estromettere Ibrahimović, poiché il rapporto tra i due rimane solido, ma piuttosto di cambiare radicalmente il suo ruolo. E in un Milan dove Cardinale ora vuole dare priorità alle competenze, alla struttura e al collettivo rispetto alle personalità forti, l’influenza dello svedese non appare più così intoccabile come poteva sembrare qualche mese prima”.

Ibra non è più intoccabile, insomma.