Anche il calcio virtuale rallenta: il fatturato di EA (Electronic Arts) non cresce più, gli ultimi tre utili in calo

Ma alla finanza continua a piacere: comprata per 55 miliardi di dollari dai sauditi. Lo sportswashing piace sempre. EA è un bignami del calcio di oggi: calcio virtuale, sponsor, ripulitura dell'immagine, finanza

Anche il calcio virtuale rallenta: il fatturato di EA (Electronic Arts) non cresce più, gli ultimi tre utili in calo

La multinazionale dei videogiochi

C’è una multinazionale dei videogiochi che incarna l’essenza del calcio d’oggi: Electronic Arts è una sorta di bignami. Sì, perché racchiude in sé il calcio virtuale, le sponsorizzazioni, la ripulitura dell’immagine, la finanza. Ci fossero le speculazioni immobiliari, il quadro sarebbe completo.

Vediamo meglio: generazioni di ragazzi hanno giocato dal 1993 al 2022 a Fifa, la cui denominazione, dal 2023, è EA Sports Fc. Se i giovani sono poco attratti dal calcio vero, quello virtuale ha tutt’altra presa.

E le sponsorizzazioni? Anzitutto la Spagna, dove il massimo campionato si chiama da quattro anni Liga EA Sports, e poi la Supercoppa italiana e la Champions femminile. In più, EA è partner capofila della Premier e partner ufficiale della Bundesliga: insomma, uno stretto connubio tra calcio reale e calcio virtuale.

araba Superlega il calcio

Ma chi sono gli azionisti? Nuovi di zecca: lo scorso 4 agosto è stato l’ultimo giorno di quotazione al Nasdaq, il mercato Usa delle aziende tecnologiche, perché il gruppo è stato ceduto per l’imponente cifra di 55 miliardi di dollari. L’acquirente è un veicolo societario creato all’uopo, Oak-Eagle AcquireCo, con sede in Delaware (toh, che sorpresa!), che ha tre soci: Pif, fondo sovrano dell’Arabia Saudita, con il 93,4%, Silver Lake, fondo di capitali privati che investe in tecnologia, con il 5,5% e Affinity Partners, fondo di Jared Kushner, genero di Trump, con l’1,1%. Si sa, la Casa Bianca è ormai una banca d’affari, ma questo è un altro discorso. Insomma, ripulitura dell’immagine – non a caso lo chiamano sport washing – e finanza. Il principe ereditario saudita Bin Salman sta investendo fior di miliardi di dollari nello sport e in tutto ciò che vi ruota intorno per rendere il suo paese presentabile agli occhi occidentali. Non è il solo: qatarini ed emiratini fanno lo stesso.

È realistico il valore di 55 miliardi di dollari?

Ma il prezzo? 55 miliardi è un valore realistico? Domanda sbagliata: l’Alighieri direbbe “vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole. E più non dimandare”. A volerlo è la finanza: e la finanza può, anche perché il conto lo paga sempre qualcun altro.

Qualche numero per orientarci: il fatturato annuo viaggia nell’ordine dei 7,5 miliardi di dollari e l’utile netto oscilla intorno al miliardo annuo. A ben guardare, la crescita si è arrestata: il fatturato degli anni tra il 31 marzo 2023 e il 31 marzo 2026 è stato pari rispettivamente a 7,43, 7,56, 7,46 e 7,53 miliardi di dollari, mentre l’utile netto 0,80, 1,27, 1,12 e 0,89 miliardi.

Sono i costi di ricerca e sviluppo a crescere progressivamente: 2,33, 2,42, 2,57 e 2,83 miliardi segnalano l’obiettivo di produrre giochi più accattivanti. I vecchi testi di finanza indicano che un rapporto equilibrato tra il valore dell’azienda e gli utili annui si debba aggirare intorno a 20. In questo caso è 55. Ma, appunto, sono testi vecchi: chi li guarda più.