“Il Napoli non ci ispira più”: perché manca ancora il grande romanzo sul Napoli – PODCAST

Nella dodicesima puntata di Antifútbol il libraio Vittorio Graziani ci guida in un viaggio tra scrittura e pallone: com'è possibile che una città piena di grandi penne non abbia ancora prodotto il grande romanzo sugli azzurri? Tra Maradona, il cinema e i modelli stranieri, un'assenza che pesa — ma, ci rassicura, non è detta l'ultima parola.

“Il Napoli non ci ispira più”: perché manca ancora il grande romanzo sul Napoli – PODCAST

Ci sono i saggi, ci sono i pamphlet, c’è perfino il cinema con i suoi capolavori. Ma il grande romanzo sul Napoli — quello capace di reggere il confronto artistico con un secolo di storia azzurra — non è ancora stato scritto. È il paradosso da cui parte la dodicesima puntata di Antifútbol, il podcast che il team di Viale De Laurentiis 29 realizza per il Napolista: dopo aver spiegato a un americano perché “aziendalista” è un’offesa, stavolta si cambia registro e si parla di libri con Vittorio Graziani, socio della Libreria Centofiori di Milano, eletta miglior libreria d’Italia nel 2025 dalla Fondazione Giorgio Cini.

Perché manca il grande romanzo sul Napoli?

La tesi di Graziani è netta: attorno agli azzurri è cresciuta una pubblicistica sterminata — saggi e pamphlet a non finire — ma il grande romanzo sul Napoli, l’opera narrativa artisticamente compiuta, continua a mancare. C’è di più: la scena letteraria napoletana ha esplorato ogni angolo della stagione maradoniana, ma non ha saputo investigare le epoche precedenti, né trovare spunti drammaturgici in quelle successive. Come se il racconto si fosse fermato al mito, senza diventare romanzo.

Una città di grandi scrittori (e di grandi tifosi)

Il paradosso è che la materia prima non manca. Napoli è città di grandissimi scrittori, spesso anche grandissimi tifosi: eppure quel talento non si è ancora trasformato in un’opera narrativa all’altezza dei capolavori che, sullo stesso tema, il cinema ha invece prodotto. È la domanda che attraversa tutta la puntata — e che pesa doppio proprio nell’anno del centenario, cento anni di storia azzurra ancora in cerca del loro libro. Non che manchino i tentativi affettuosi — pensiamo a “La gamba di Diego… e altri racconti” di Gianfranco Gallo — ma il romanzo-monumento è un’altra cosa.

Dove il calcio è diventato letteratura

Perché altrove il matrimonio tra narrativa e pallone ha dato frutti eccellenti. All’estero spiccano i successi inglesi di Nick Hornby e David Peace, e la scuola argentina aperta da Osvaldo Soriano. Ma anche in Italia non sono mancate le penne capaci di trasformare drammi e gioie del gioco in letteratura: su tutte Giovanni Arpino con “Azzurro Tenebra” e Piero Trellini con “La Partita”, entrambi capaci di fare della Nazionale materia romanzesca. Segno che il calcio è materia di racconto potentissima: solo, su Napoli, non ha ancora trovato il suo autore.

L’ultima speranza non è persa

La buona notizia è che Graziani non chiude la porta: per Napoli, insomma, l’ultima speranza non è persa. Manca ancora qualcosa — un innesco, uno sguardo, forse il coraggio di raccontare le stagioni meno mitiche — ma il grande romanzo sul Napoli resta un libro possibile, tutto da scrivere. Un viaggio tra la scrittura e lo sport che vale l’ascolto, con le musiche degli O’Funk’Illo (Yo lo coloco) e di Marco Crimaldi.

La dodicesima puntata di Antifútbol con Vittorio Graziani è disponibile sul canale del podcast. Buon ascolto.