Chivu: “Lautaro? Il mercato è bastardo. Se resta? Una risposta non la do. Per noi è il capitano, vogliamo che resti”
In conferenza risponde a due domande su Lautaro. "Delle altre non temo nessuno. Spero che aumenti il tempo effettivo"

Db Milano 04/01/2026 - campionato di calcio serie A / Inter-Bologna / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Cristian Chivu
La prima conferenza di Chivu
Chivu in conferenza, domani si gioca Inter-Monza alle 18.30.
“Si riparte da zero, consapevoli che siamo la squadra da battere, nessuno ci regalerà nulla. Cercheremo di essere competitivi”.
Stagione della conferma? O modifiche strutturali nello stile?
“Voi parlate di numeri, sorprese, identità, io parlo di standard. L’obiettivo è mantenere quel livello e magari aggiungere qualcosa in più. Gruppo ha dimostrato fame, cattiveria, si può fare ancora un grande lavoro”.
Il mercato.
“Abbiamo come obiettivo il dovere di migliorare. Stiamo preparando quel che vogliamo essere nel futuro, la rosa è competitiva e vuole esserlo anche nel futuro”.
Lautaro incedibile?
“Il mercato è sempre così, escono notizie. Ci fa piacere che si parli di certi giocatori, vuol dire che sono riconosciuti come grandi giocatori. Lautaro è nostro capitano, è stato campione del mondo ed è arrivato in finale, ce lo teniamo stretto, rappresenta tutto quello che siamo stati in questo periodo e vogliamo essere. È partito come preparazione più tardi, lo vedremo domani alle 18.30 in quali condizioni sarà”.
Guardiola ha detto che è la vittoria del campionato che dà consistenza a una squadra.
“Non parlo di ambizioni, di trofei. Dobbiamo imparare a guardare al presente. Piano piano, passo dopo passo pensare alle prossime partite”.
Non teme di perdere Lautaro? Quali squadre teme?
“Non sono qui a parlare di mercato. Per me Lautaro è capitano dell’Inter. Credo che rimarrà a lungo. Il mercato è sempre bastardo, quindi una risposta non la do. Però noi vogliamo che Lautaro resti”.
“Le altre? Quello che mi interessa siamo noi, trovare stimoli per crescere”.
Il tempo effettivo
“Io sono lo stesso di sempre. Mi è stata affidata tanta responsabilità. Ho preso in prestito una squadra preparata al meglio. Non ho bisogno del consenso di nessuno. So quanto ci tengo ad aiutare i miei ragazzi, professionalmente so di avere tanto da migliorare, so di non esser perfetto, voglio essere sempre una persona che ha dubbi, incertezze”.
Gli chiedono di Jones.
“Quando un allenatore vuole un giocatore, in privato qualche chiacchierata la fa. Mi fa piacere che Jones verrà con noi. Giocatore che ha dato Pina disponibilità a venire con noi. Si rendono conto dell’importanza di questa società, di questa squadra. Del valore che l’Inter ha raggiunto negli anni. Avremo più soluzioni”.
Spence rispetto a Dumfries.
“Non faccio paragoni tra un giocatore e l’altro. Abbiamo scelto quello che ci interessava anche per il futuro. Ha margini di miglioramento. Deve capire, e lo sa, che è capitato in un gruppo competitivo e che pensa anche alla crescita per il futuro”.
“C’è differenza tra la percezione di quel che viene colto da fuori e la realtà. I nostri valori non sono cambiati. Abbiamo aggiunto tasselli di umiltà e ambizioni. La differenza è come reagisci alle difficoltà. Non avevo dubitato nemmeno l’anno scorso. Potevamo far meglio in qualche competizione, lo sappiamo, è inutile che ce lo ricordano sempre. Squadra disponibile anche ad accettare carichi di lavoro”.
“Diouf. Parto sempre dalla premessa di volontà di migliorarsi e migliorare quel che è di fianco a noi. Ha fatto grande lavoro da questo punto di vista. Poi se cerchiamo pelo nell’uovo, lo troviamo sempre. A noi interessa l’energia, l’intensità che abbiamo in quel ruolo. Di errori ne farà ma li hanno fatti anche quelli con più esperienza. Pavard sta lavorando sodo. Non deve dimostrare il suo valore individuale. L’apporto che dà a una squadra che vuole essere competitiva”.
Nuove regole arbitrali:
“È un anno che non parlo di arbitri. Per me tutto quello che è innovativo va bene fino a prova contraria. Si sta facendo di tutto per non far diventare una partita noiosa. Si deve rendere più scorrevole la partita. Il tempo effettivo di gioco, massimo raggiunto 62 Minuit. Siamo in una media tra 55 e 58. Più si giocherà, meglio sarà per tutti. Regole fatte per aumentare il tempo effettivo e diminuire polemiche che a voi ogni tanto piacciono. A questo Paese piacciono le polemiche e andare a criticare qualcuno”.
I portieri dell’Inter
Centrocampo di Inter. Stankovic.
“Non posso parlare di calciatori individuali. Per me è parte del gruppo. Non posso confermare né smentire le voci che vengono da fuori”.
Zenga in tv ha detto che l’Inter è fortissima, forse proprio in porta non ha una figura internazionale.
“Voi parlate di titolari, gerarchie, io parlo di standard. Se non abbiamo internazionalità nei nostri portieri, bisognerà fare del nostro meglio per farli diventare internazionali”.