Adesso la Uefa vuole far fuori Infantino: “Ha perso la fiducia nostra e di altri membri della famiglia calcio”

Ceferin non solo di lotta ma anche di governo: "La Uefa avvierà una collaborazione con partner e stakeholder in tutto il mondo per proporre un nuovo modello di distribuzione delle risorse"

Adesso la Uefa vuole far fuori Infantino: “Ha perso la fiducia nostra e di altri membri della famiglia calcio”

Db Berlino (Germania) 29/06/2024 - Euro 2024 / Svizzera-Italia / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Alexander Ceferin-Gianni Infantino

La Fifa è tornata sui suoi passi ed ha deciso di ritirare il piano di cedere a privati una quota delle sue competizioni, inclusa la Coppa del Mondo. Infantino ha gestito malissimo la vicenda. Ha commesso un clamoroso autogol dado a tutti l’impressione di chissà quale imbroglio stesse archittetando. Come ha scritto il Wsj in Usa – ma anche in Europa ormai – è ordinaria amministrazione scorporare in una società privata i diritti commerciali degli eventi e di venderne una quota agli investitori. È quel che a d esempio ha fatto la Formula Uno. Ma anche il golf. Così come la Liga, la Ligue1.

Infantino l’ha fatta sembrare chissà cosa, tenendola segreta, e così è finito gambe all’aria. Costretto alla ritirata dopo la minaccia di boicottaggio della Uefa che ha trascinato con sé  Concacaf (confederazione nordamericana) e persino gli asiatici.

La Uefa adesso, comprensibilmente, vuole approfittarne e far fuori Infantino.

Infantino ha perso la fiducia dell’Uefa

La Uefa accoglie con favore la decisione della Fifa di ritirare il proprio piano di cedere a soggetti privati una quota delle sue competizioni, inclusa la Coppa del Mondo. La proposta è stata respinta all’unanimità dalle federazioni nazionali affiliate alla Uefa e da molte altre federazioni e confederazioni di ogni ordine di grandezza in tutto il mondo, il cui compito è tutelare il calcio“.

Non possiamo continuare così, con progetti segreti portati avanti a tappe forzate, ideati da individui senza volto e di dubbia utilità per il calcio. Dobbiamo individuare i responsabili e chiamarli a risponderne. È giusto che, nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, la UEFA lavori con le proprie federazioni e in stretta collaborazione con le altre confederazioni per riflettere su come tutto ciò sia potuto accadere e per elaborare un piano che garantisca che non possa ripetersi. Questa analisi dovrà essere approfondita e radicale. Nessuna opzione dovrà essere esclusa. L’attuale leadership della Fifa ha perso non solo la fiducia della Uefa, ma anche quella di molti altri membri della famiglia del calcio“.

Le promesse di Infantino non mantenute

La Uefa ricorda le parole di Infantino al momento dell’elezione nel 2016. “Naturalmente dobbiamo essere trasparenti. Lo sono stato negli ultimi 15 anni della mia vita alla UEFA. Dovrete essere partecipi ogni giorno della vita della FIFA. Il denaro della FIFA è il vostro denaro. Non è il denaro del Presidente della FIFA. È il vostro denaro. Siete voi le federazioni nazionali e il denaro della FIFA deve servire allo sviluppo del calcio e a nient’altro”.

Da qui una lunga invettiva da parte di Nyon. “Entrambe queste promesse sono venute meno. L’accordo improvvisato, opaco e confezionato dietro le quinte che è stato ideato e tentato di imporre era tutt’altro che trasparente. E, considerata l’esistenza riserve superiori ai 5 miliardi di dollari, ha anche fallito nel destinare le risorse delle federazioni a beneficio del gioco”.

L’Uefa si muove: l’idea che parte da Nyon


Da Nyon, quindi, si è pronti a passare al contrattacco. “La UEFA avvierà immediatamente una collaborazione con partner e stakeholder in tutto il mondo e in ogni ambito del calcio per proporre un nuovo modello di distribuzione delle risorse attraverso l’attuale programma FIFA Forward.

Dobbiamo iniziare a utilizzare parte di quel denaro che giace inutilizzato nei conti della FIFA per fornire lo slancio di cui il calcio di base e l’intero movimento hanno bisogno in ciascuno dei 211 Paesi affiliati alla FIFA. Ma non è necessario svendere i gioielli di famiglia per finanziarlo.

Questa è una vittoria per l’intero mondo del calcio. Ma non deve essere la fine della questione. La proposta è stata ritirata. Il compito di ricostruire la fiducia nella FIFA è solo all’inizio”.