PODCAST – Tante critiche ad Allegri e al mercato, intanto è sold out per gli abbonamenti del Napoli

Estate di calma piatta, scetticismo su Allegri, mercato prudente e amichevoli senza squilli: eppure la campagna abbonamenti al Maradona si è chiusa con il tutto esaurito. Nella nuova puntata di Antifútbol proviamo a capire quanto pesa la passione e quanto, invece, un sano pragmatismo

PODCAST – Tante critiche ad Allegri e al mercato, intanto è sold out per gli abbonamenti del Napoli

Foto AI

C’è un dato che stona con l’umore di queste settimane: gli abbonamenti del Napoli per il 26/27 sono di nuovo sold out, confermando — anzi, migliorando — il trend delle ultime tre stagioni. Stona perché per i tifosi è stata finora un’estate di calma piatta: la nomina di Allegri non ha acceso ondate di entusiasmo, il mercato è stato avaro di emozioni e il ciclo di amichevoli non ha regalato né avversarie di rango né risultati altisonanti (ci è scappata pure una sconfitta con l’Arezzo neopromosso in B). È il paradosso al centro della nuova puntata di Antifútbol, il podcast che il team di Viale De Laurentiis 29 realizza per il Napolista.

Un’estate di calma piatta, eppure lo stadio è pieno

Il presidente De Laurentiis ha detto sin da subito che la rosa poteva considerarsi completa, e la società si è mossa di conseguenza, in maniera mirata e scrupolosa. In mezzo a tanto scetticismo, gli habitué dell’impianto di Fuorigrotta hanno forse avvertito qualcosa nel potenziale del Napoli che sfugge a chi il calcio lo vive solo sui social. Ma la passione, da sola, non basta a spiegare il tutto esaurito.

Perché gli abbonamenti del Napoli vanno sold out

Perché al fondo del boom degli abbonamenti del Napoli c’è anche un robusto pragmatismo. Quando i biglietti in vendita libera sono diventati una rarità, sottoscrivere la tessera è di fatto l’unico modo per avere la certezza di esserci nelle partite clou — e magari nei momenti di festa. Passione e calcolo, insomma, che si tengono per mano: ci si abbona perché si ama la squadra, ma anche per non restare fuori.

Non è solo Napoli: il ritorno allo stadio reale

E non è nemmeno un fenomeno soltanto napoletano. Le campagne abbonamenti hanno registrato il sold out in tante piazze di Serie A e di Serie B: dopo trent’anni di “stadio virtuale”, in molti hanno riscoperto il piacere di frequentare quello reale. Merito anche del fatto che i catini italiani — a lungo raccontati più per l’insicurezza e la fatiscenza che per il tifo — sono diventati finalmente davvero frequentabili anche da bambini e famiglie.

Di tutto questo — e del sottile equilibrio tra cuore e portafoglio — parliamo nella nuova puntata di Antifútbol, con le musiche degli O’Funk’Illo (Yo lo coloco) e di Marco CrimaldiBuon ascolto.