“De Bruyne è un genio del calcio”: Garcia lo difende e accenna la polemica con i problemi del Napoli
Il ct del Belgio ed ex allenatore del Napoli difende i tifosi: "A Napoli si sta benissimo, i tifosi e la città sono meravigliosi. I problemi non sono quelli..."

Ci Salerno 04/11/2023 - campionato di calcio serie A / Salernitana-Napoli / foto Carmelo Imbesi/Image Sport nella foto: Rudi Garcia
In mezzo al fuoco incrociato di critiche su Kevin De Bruyne, arriva una difesa pesante: quella di Rudi Garcia. Il ct del Belgio — che il Napoli lo ha allenato, sia pure per pochi mesi — ha parlato a La Gazzetta dello Sport, nell’intervista firmata da Roberto Maida, e ha speso parole nette per il suo numero uno. Garcia su De Bruyne non ha dubbi: è “un genio del calcio”, uno dei simboli su cui ha costruito il suo Belgio in vista del Mondiale, insieme a Romelu Lukaku.
La difesa del fuoriclasse
Il punto di vista di Garcia è prezioso perché arriva da chi De Bruyne lo allena oggi in nazionale. Per il tecnico francese, il belga resta un campione assoluto, capace di illuminare ogni partita. Una valutazione che va in direzione opposta a chi, in queste settimane, lo ha messo sul banco degli imputati: dal “felice che Conte sia andato” con cui De Bruyne ha aperto le polemiche, alla replica durissima di Stellini, fino a chi lo ha definito “un tappo”. La voce di Garcia, semmai, si avvicina a chi sostiene che le parole di De Bruyne andassero ascoltate più che giudicate.
Le parole di Garcia: “A Napoli si sta benissimo, i tifosi e la città sono meravigliosi. I problemi non sono quelli… Ma non voglio riaccendere il juke box della polemica rispetto alla mia vecchia esperienza. Per me conta solo che De Bruyne, un genio del calcio, sia felice di giocare con il Belgio”.
L’ammissione sui problemi del Napoli
Allo stesso tempo, Garcia non nasconde che la stagione del Napoli sia stata complicata. Da ex allenatore della piazza, conosce bene le tensioni e le difficoltà di un ambiente esigente, e nell’intervista riconosce i problemi vissuti dagli azzurri nell’ultima annata — un contesto che ha inevitabilmente condizionato anche il rendimento del belga. È la stessa cornice in cui va letto il futuro del giocatore: De Bruyne era il regalo pensato per Allegri prima del dietrofront di Conte, e ora aspetta un confronto col nuovo tecnico sul suo ruolo.
Anche Lukaku tra i simboli: cosa aspettarsi
Nell’intervista Garcia parla anche dell’altro pilastro del suo Belgio, Romelu Lukaku. Alla domanda su cosa aspettarsi dall’attaccante in vista del Mondiale, il ct lo conferma tra i punti fermi della nazionale, difendendone il rendimento e il peso nello spogliatoio.
“Sono sincero, pensavo di trovarlo peggio dopo la lunga inattività. Al Napoli non ha avuto spazio, spero che in futuro possa giocare con continuità. Ma sono contento che sia guarito, perché un altro come lui nel Belgio non c’è. Andrà dosato, comunque. Capisco che tutti ora lo vogliano vedere titolare già al debutto contro l’Egitto. Ma non sarà così. Andiamo per gradi”.
È un endorsement che stride con la situazione che vive al Napoli: proprio mentre Garcia lo rilancia in azzurro-Belgio, il club punta a liberarsi di Lukaku anche a parametro zero, in una storia ormai ai titoli di coda — tanto che, come abbiamo raccontato, tra Lukaku e il Napoli è finita male. Il paradosso è netto: per il Belgio resta un simbolo, per il Napoli è un esubero da piazzare — e c’è chi, come Pedullà, è arrivato a chiedere scusa per l’intera operazione Lukaku.