Se vai a casa di Guardiola, non è che poi puoi accontentarti di Pirlo

Prosegue la benemerita campagna del Corsera contro l'approdo di Pirlo in Nazionale. Impossibile dar loro torto. Se Pep dice di no, c'è Conte che aspetta. Sennò - ma questo lo scriviamo noi - siamo ad Aristoteles dopo l'illusione Maradona.

Se vai a casa di Guardiola, non è che poi puoi accontentarti di Pirlo

Manchester City's Spanish manager Pep Guardiola looks up into the stands as he takes a lap of honour at the end of the English Premier League football match between Manchester City and Aston Villa at the Etihad Stadium in Manchester, north west England, on May 24, 2026. (Photo by Darren Staples / AFP) /

Una campagna così poco italiana

A noi piace la campagna del Corriere della Sera sulla Nazionale. Una campagna così poco italiana. Così poco democristiana. Anche perché Maldini è un intoccabile. Loro Pirlo ct dell’Italia non lo vogliono ed è complesso dar loro torto. E quindi lo stanno scrivendo in tutte le salse. Prima con Fabrizio Roncone che sottolinea quanto l’idea somigli a uno scherzo, oltre a rimarcare quanto possa essere frutto dell’amichettismo che è l’architrave di questo Paese. L’altro giorno Paolo Condò ha scritto che l’Italia ha bisogno di Antonio Conte. E oggi il concetto lo ribadisce il capo dello sport Daniele Dallera che inizia il suo editorialino con una frase che è un programma di governo:

“Se si va a casa di Pep Guardiola (come svelato da Sky Sport) non è che poi ci si possa accontentare di Andrea Pirlo”.

Sennò facciamo come L’allenatore nel pallone dove il presidente illude Oronzo Canà con Maradona, Platini, Zico e poi gli porta a casa Aristoteles.

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Se Guardiola dice no, c’è Conte che aspetta

Scrive il Corsera:

“Se si va a trovare l’allenatore più vincente e per questo più pagato d’europa, una autentica star, e per un weekend due giganti come Maldini e Leonardo cercano di convincerlo a sedersi sulla panchina dell’italia, un caso clinico Nazionale, vuol dire che le intenzioni della triade federale (Malagò, Maldini e Leonardo) sono maledettamente serie”.

Ma pare che Guardiola alla fine non accetterà. E quindi si torna al punto di partenza. Ora, però, che ci hanno fatto illudere, non possono buttarci un secchio d’acqua gelata addosso. Dallera cita “Vado al massimo” di Vasco Rossi, elogia l’ambizione di Maldini, Leonardo e Malagò e poi conclude così:

“C’è sempre Conte che aspetta una chiamata, ancora per poco”.