Più ne parlano male più Infantino ride: ha il potere assoluto, con lui tutti si arricchiscono

È praticamente certo della rielezione, ha già il sostegno di circa 200 membri su 211. Ha isolato l'Europa. Le polemiche gli fanno un baffo, lo scrive persino il Telegraph

Più ne parlano male più Infantino ride: ha il potere assoluto, con lui tutti si arricchiscono

FIFA president Gianni Infantino gives a thumbs up ahead of the 2026 World Cup Group D football match between USA and Paraguay at the Los Angeles Stadium in Inglewood on June 12, 2026. (Photo by Patrick T. Fallon / AFP)

Trovare anche una sola foto di Infantino che non ride è quasi impossibile. Ride, sorride, è contento. Perché il Presidente della Fifa sta vincendo la sua partita. E di quella degli altri – ovvero il mondo intero che ce l’ha con lui (a volte anche giustamente) – francamente se ne infischia. La sua reputazione è sotto i tacchi, ma non importa: non è mai stato così potente. Se volete una metafora è come quando Bud Spencer tratteneva per la testa quelli che volevano picchiarlo. Solo che Infantino lo fa sorridendo.

Non si cura dei nemici

In un Mondiale funestato da numerose crisi, scrive il Telegraph, Infantino è stato minacciato di sanzioni, invitato a dimettersi e boicottato dalla sua controparte Uefa durante la finale. Speculazione senza precedenti sui prezzi dei biglietti e la “sospensione con la condizionale” di Folarin Balogun, attaccante statunitense, a seguito delle pressioni di Donald Trump, hanno portato la sua reputazione pubblica ai minimi storici. Ciononostante, l’inflessibile presidente della Fifa lascia il torneo negli Stati Uniti, in Canada e in Messico con una presa sul potere più salda che mai”.

“Durante il torneo più controverso della storia dello sport, il denaro è affluito nel calcio come mai prima d’ora, e Infantino non si è curato minimamente dei suoi nemici mentre festeggiava con celebrità di prim’ordine”.

Il presidente della Fifa Infantino in conferenza stampa

Come mai? Il Telegraph sottolinea sette fattori “che spiegano perché Infantino, per ora, non se ne andrà”. Ha circoscritto i nemici europei, tanto per cominciare. “Altrove regna un silenzio tombale”. La presenza di celebrità alla finale dei Mondiali ha oscurato l’assenza della Uefa e di Aleksander Ceferin. E “Infantino sembrava a prova di proiettile come il vetro protettivo dietro cui si era riparato durante la partita”.

Ha già i voti per un plebiscito

Allo stato attuale, Infantino ha già i voti necessari per la rielezione (sarebbe la quarta), nonostante le voci di oppositori che cercano di convincere potenziali candidati africani a presentare uno sfidante. Chiunque si facesse avanti si troverebbe di fronte a una sfida ardua. Il Congresso Fifa è composto da 211 federazioni affiliate e, sebbene non ci sia un conteggio definitivo dei voti, fonti interne ritengono che abbia già tra i 190 e i 200 sostenitori – inclusa la Federazione calcistica inglese – che hanno firmato lettere formali di appoggio prima delle elezioni”.

E poi ci sono i soldi, ovviamente. “Forse il motivo principale per cui Infantino è al sicuro”, scrive il Telegraph. “I finanziamenti alle nazioni membre sono quadruplicati durante i 10 anni di Infantino alla guida. Circa 2,7 miliardi di dollari saranno stanziati in finanziamenti diretti alle 211 federazioni membri della Fifa e alle sei confederazioni continentali. E si prevedono ulteriori incentivi nei prossimi anni, dato che Infantino sta valutando proposte per un’altra espansione della Coppa del Mondo, che genererebbe ingenti profitti, a 64 squadre”.