Per Athletic il più grande scandalo della storia dei Mondiali è la mano de Dios di Maradona
Quarto l'intervento di Trump per far togliere la squalifica a Balogun. Al secondo posto c'è Mussolini e l'Italia che giocò con le camicie nere. Non c'è il gol fantasma dell'Inghilterra nella finale del 66

Bildnummer: 01037656 Datum: 22.06.1986 Copyright: imago/Sven Simon Diego Armando Maradona (li., Argentinien) besorgt gegen Torwart Peter Shilton (England)
Al secondo posto l’Italia che nel 38 gioco con le camicie nere per Mussolini
Trump che interviene per far revocare la squalifica al calciatore statunitense Balogun è il più grande scandalo della storia dei Mondiali? Per Athletic no. È al quarto posto di una classifica che sembra scritta da giornalisti britannici. Al primo posto c’è la mano de Dios di Maradona contro l’Inghilterra. Non c’è invece il gol fantasma degli inglesi contro la Germania nella finale vinta del 1966. Al secondo l’Italia del 1938 che giocò con le camicie nere abbandonando la tradizionale maglia azzurra.

La classifica
Maradona compare due volte nella classifica. Al primo e al decimo posto. Al decimo per la squalifica per efedrina a Usa 94.
Athletic scrive così:
“Maradona e gli scandali sono un binomio inscindibile, come la pasta e il formaggio, e negli ultimi anni della sua carriera faceva fatica a stare lontano dalle prime pagine dei giornali”.
Al nono posto Ronaldo che gioca la finale di Francia 98 dopo che non era stato dato in formazione.
All’ottavo la battaglia di Santiago con i cileni che massacrarono di botte gli azzurri.
Al settimo il biscotto di Gijon tra Germania e Austria per far fuori l’Algeria.
Al sesto il morso di Suarez a Chiellini (2014, gli ultimi Mondiali giocati dall’Italia).
Al quinto la tremenda uscita di Schumacher che ruppe due denti, incrinò tre costole, lesionò una vertebra al francese Battiston che uscì dal campo con la maschera di ossigeno. Era la semifinale del 1982 e il portiere tedesco non venne espulso.
Al quarto appunto la vicenda Balogun. Espulsione che resta controversa, scrive Athletic. Il problema ovviamente è quel che è accaduto dopo, con l’intervento di Trump presso la Fifa per far revocare la squalifica. Ciononostante, Balogun è rimasto una figura simpatica.
Al terzo posto l’uccisione da parte del cartello di Medellin del difensore colombiano Escobar che provocò l’autorete che decretò l’eliminazione della Colombia a Usa 94.
Al secondo appunto l’Italia di Mussolini che nel 1938 giocò con le camicie nere.

E al primo la mano de Dios:
“Tre parole che non hanno bisogno di presentazioni. Il salto di Maradona e il pugno con cui ha scavalcato Peter Shilton, portiere dell’Inghilterra, nei quarti di finale dei Mondiali del 1986, è forse il momento più famoso e famigerato nella storia dello sport”.
Ricordano la guerra della Falkland.
Ricorda Athletic:
“il quotidiano britannico Mirror titolò “Imbroglione”, mentre il Daily Express pubblicò a caratteri cubitali “Genio… e imbroglione!”.
“Maradona coniò il nome “Mano di Dio” nella conferenza stampa post-partita, e in seguito descrisse il gol come una “vendetta simbolica” per la guerra delle Falkland. Ma è ricordato soprattutto come simbolo del carattere di Maradona: astuto, ingannevole e, francamente, geniale”.