Napoli, il sostituto di Buongiorno è già in casa? Marianucci e Obaretin potrebbero restare fino a gennaio
La Gazzetta scrive che se gli azzurri decidessero di intervenire sul mercato, i nomi papabili sarebbero Gatti della Juventus, Solet dell’Udinese, o Tiago Gabriel del Lecce.

Db Milano 28/09/2025 - campionato di calcio serie A / Milan-Napoli / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Luca Marianucci
L’infortunio di Alessandro Buongiorno potrebbe portare il Napoli a investire su un altro difensore, o a puntare sui calciatori già in casa. La Gazzetta dello Sport scrive che Marianucci e Obaretin potrebbero rimanere in azzurro almeno fino a gennaio, se gli azzurri non riuscissero a prendere un ulteriore difensore centrale. In ritiro a Dimaro, però, Allegri sta provando Rafa Marin al posto di Buongiorno. Tutto è ancora da valutare, dunque.
Il Napoli alla ricerca del sostituto di Buongiorno, infortunato

Scrive Vincenzo D’Angelo sull’edizione odierna del quotidiano:
Allegri sta lavorando in ritiro con Marianucci e Obaretin, giovani che potrebbero anche dimostrare di poter rimanere in rosa almeno fino a gennaio. Ma il Napoli ha bisogno di esperienza e di certezze. Ai tempi della trattativa per Gila, il Napoli monitorava anche la situazione di Federico Gatti alla Juve. Tra i profili valutati in passato e che potrebbero tornare adesso di attualità, occhio anche a Oumar Solet dell’Udinese, nel mirino anche dell’Inter. Lo scouting del Napoli, nell’ultimo anno, ha monitorato anche con grande attenzione la crescita di Tiago Gabriel del Lecce, tra le rivelazioni dell’ultimo campionato.
Almeno tre mesi di stop per il difensore azzurro
La Gazzetta, con Vincenzo D’Angelo, scrive:
“A pensar male si fa peccato, però chissà se la corta di giugno a Mario Gila non nascondesse proprio la necessità di arrivare a un titolare aggiunto e capire con calma le condizioni di Buongiorno”.
Ricorda che per Buongiorno è il quarto infortunio in due anni a Napoli. E aggiunge che il problema potrebbe non essere banale.
“Decidere se operarsi o meno, significa avere come alternativa una terapia conservativa, che di solito richiede almeno due o tre mesi di stop. Con un intervento chirurgico, i tempi ovviamente sarebbero superiori”.