Marotta: “Abbiamo un nemico, quella che chiamo sindrome della vittoria. Non dobbiamo sentirci appagati”

In conferenza stampa: "Vogliamo il secondo scudetto consecutivo. Siamo la squadra da battere. Dobbiamo essere bravi a conservare umiltà e fame, gli stessi valori che ci hanno consentito di raggiungere gli obiettivi dello scorso anno."

Marotta: “Abbiamo un nemico, quella che chiamo sindrome della vittoria. Non dobbiamo sentirci appagati”

Db Riyadh 19/12/2025 - Supercoppa Italiana / Bologna-Inter / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Giuseppe Marotta

Intervenuto in conferenza stampa, Marotta ha così presentato la stagione dell‘Inter.

Le parole di Marotta

Marotta Inter ricci bastoni Galliani

Per noi è motivo di grande orgoglio essere qui da campioni d’Italia e della Coppa Italia. Due trionfi ottenuti grazie alla cultura del lavoro, al senso di appartenenza e alle qualità del mister e dei giocatori, oltre che alle capacità di Ausilio, Zanetti, Baccin, del dottor Volpi e di tutte le figure che operano all’interno della società.

Oggi ci affacciamo ai nastri di partenza con nuovi stimoli e nuovi obiettivi: siamo l’unica squadra italiana che prende parte a quattro competizioni, considerando anche la Supercoppa. Quest’anno questa sarà una sfida da dentro o fuori, Inter-Lazio.

Sugli obiettivi:

Gli obiettivi sono tutti di assoluto prestigio. Dovremo migliorarci in Champions League, che resta la competizione più importante al mondo. È un torneo nel quale ci troviamo ad affrontare delle autentiche corazzate: partecipiamo consapevoli di poter incontrare ostacoli, ma lo faremo con la nostra consueta determinazione.

Nello sport non vale la regola per cui chi investe di più è destinato a vincere: esiste invece la capacità di costruire e seguire un modello.

Per quanto riguarda lo Scudetto, siamo i campioni in carica. Dal 2020 a oggi nessuna squadra ha conquistato due campionati consecutivi e per noi rappresenta un traguardo: riuscire a ripeterci avrebbe un significato storico.

Il nemico interno:

Abbiamo un avversario interno, quello che definisco la “sindrome della vittoria”. Non dobbiamo permetterci di sentirci appagati, e questo discorso riguarda ogni componente della società. Dobbiamo essere bravi a conservare umiltà e fame, gli stessi valori che ci hanno consentito di raggiungere gli obiettivi dello scorso anno.”

Su Oaktree e il ruolo di favoriti

Marotta

“Vogliamo vincere in maniera sostenibile. Colgo l’occasione per evidenziare come Oaktree sia arrivata in un momento delicato: siamo usciti dal settlement agreement anche grazie al loro contributo.

Hanno accolto le nostre necessità di potenziare le strutture, con i lavori attualmente in corso al centro sportivo. La loro presenza è discreta, ma allo stesso tempo vicina: tutte le decisioni vengono condivise. Abbiamo operato seguendo un modello di riferimento che può essere preso come esempio.

Raggiungere gli obiettivi è complicato, ma questo non deve aumentare la pressione sull’allenatore. La cosa fondamentale è dare sempre il massimo: se altri saranno più bravi, saremo pronti a riconoscerne i meriti. Sono però convinto che questa squadra abbia alla base professionisti seri e preparati, capaci di sostenere le aspettative che derivano dall’essere la squadra da battere.

Affrontiamo questo ruolo con orgoglio, senza nasconderci. Chiudere il campionato tra le prime quattro è un risultato naturale, quasi fisiologico, ma non può bastare: dobbiamo continuare ad alzare il livello delle ambizioni. Questi sono i principi fondamentali che dovranno caratterizzare la stagione.

Sulla sostenibilità:

Parlando di sostenibilità, ci sono delle regole da rispettare: i quattro giocatori provenienti dal settore giovanile noi li abbiamo, e questo ci rende orgogliosi. È un principio importante anche per dare valore al ruolo della Nazionale. Continueremo su questa strada, puntando sulla crescita del vivaio.

Dal punto di vista sportivo manca ancora qualcosa di significativo e proveremo a raggiungerlo.”