Lotito, strani legami tra la protesta e la criminalità. Lui ai pm: “C’è un piano per destabilizzare la Lazio”

Il Fatto scrive: "Il conto corrente utilizzato per raccogliere i fondi da destinare alla protesta di giovedì sarebbe riconducibile alla figlia di un narcos legato al clan Senese."

Lotito, strani legami tra la protesta e la criminalità. Lui ai pm: “C’è un piano per destabilizzare la Lazio”

As Roma 14/02/2024 - Champions League / Lazio-Bayern Monaco / foto Antonello Sammarco/Image Sport Nella foto: Claudio Lotito

Le vicende in casa Lazio (ambiente a dir poco particolare) continuano a destare scalpore nel calcio italiano. Troppe le ombre che si annidano alle spalle delle continue proteste che i tifosi biancocelesti stanno mettendo in atto contro Claudio Lotito, il quale, d’altronde, ha riportato proprio questo ai pm di Roma. Il punto del Fatto Quotidiano.

L’accusa di Lotito

Lotito Lazio laziali referendum Lotito

Si legge sul Fatto:

C’è una regia che vuole desta­bi­liz­zare la Lazio e farla finire in mani ignote”. È uno dei con­cetti chiave che Clau­dio Lotito ha riba­dito il 30 giu­gno scorso ai pm, quando il sena­tore di Forza Ita­lia è stato sen­tito per diverse ore negli uffici della Pro­cura di Roma. Il con­te­sto è un’ampia inchie­sta per i reati di aggio­tag­gio, atti per­se­cu­tori e ten­tata estor­sione pro­prio nei con­fronti del pre­si­dente della Ss Lazio.

Lotito è stato ascol­tato in qua­lità di per­sona offesa e ha riper­corso diversi aspetti a suo dire poco chiari della dura pro­te­sta della tifo­se­ria, sia in ter­mini di col­le­ga­menti ipo­tiz­zati con la cri­mi­na­lità orga­niz­zata, sia in rela­zione a una pre­sunta “regia terza ed esterna – ha dichia­rato a ver­bale – tesa a desta­bi­liz­zare eco­no­mi­ca­mente l’asset socie­ta­rio della Ss Lazio, minando la sua sta­bi­lità finan­zia­ria e azio­na­ria”.

I sospetti sulla protesta di giovedì

Lotito Lazio

Il Fatto poi riporta un particolare interessante. Il conto corrente utilizzato per raccogliere i fondi da destinare alla protesta andata in scena giovedì (8mila persone per la Questura, 25mila per gli organizzatori) sarebbe collegato a una società, “La Noi Oltre 365”, di proprietà di una tale Alessia Abramo, figlia incensurata di Ettore Abramo, noto narcotrafficante. Il suddetto Ettore Abramo è ritenuto legato al clan Senese, è stato condannato nell’inchiesta “Grande Raccordo Criminale” ed è indagato anche per estorsione e sequestro di persona con l’aggravante di aver agevolato il clan Di Lauro.

Infine, forse l’aspetto più sinistro, Lotito ha fatto riferimento alla presenza in queste proteste di personaggi politici:

“Tra que­sti, un ex fede­lis­simo ber­lu­sco­niano, Mauro Masi, oggi pre­si­dente della Banca del Fucino, l’ente di cre­dito attra­verso il quale i tifosi vor­reb­bero avviare un’ini­zia­tiva di azio­na­riato popo­lare.”

Oltre a lui, sul palco dei contestatori è salito addirittura il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. Il Fatto riporta che, secondo i pm, sarebbe in atto una vera e propria opera di fiaccamento nei confronti di Lotito, i cosiddetti “colpi ai fianchi”, nonché un vero e proprio stalking. Nel frattempo, a novembre, dovrebbe rientrare il debito lasciato da Cragnotti: la Lazio avrà 30 milioni in pià da spendere.