Inter, il gran colpo Khalaili non supera neanche le visite mediche. Marotta dà la notizia
In conferenza stampa: "Non ha superato le visite di idoneità, come comunicatoci dal Coni. E' una situazione di forza maggiore a cui dobbiamo attenerci"

Union's Anan Khalaili celebrates after scoring during a soccer match between Royale Union Saint-Gilloise and Zulte Waregem, Saturday 20 December 2025 in Brussels, on day 19 of the 2025-2026 'Jupiler Pro League' first division of the Belgian championship. BELGA PHOTO BRUNO FAHY (Photo by BRUNO FAHY / BELGA MAG / Belga via AFP)
Beppe Marotta, in conferenza stampa, ha comunicato che l’affare Khalaili è saltato. Era già a rischio nei giorni scorsi.
Le parole di Marotta

“Avevamo negoziato l’acquisto di Khalaili che non ha superato le visite di idoneità, come comunicatoci dal Coni. In Italia c’è una legge sulla tutela della salute molto severa, questa idoneità è nata dal Coni. E’ una situazione di forza maggiore a cui dobbiamo attenerci”
Sul mercato

Come pensate di rinforzare questa squadra?
“Parliamo di un vuoto legato a una scelta rispettosa di Dumfries che ha preferito chiudere la sua carriera in un club prestigioso come il Real Madrid, quindi una situazione non voluta. Ausilio e Baccin hanno preso in considerazione diverse soluzioni e sono ottimista che si troverà presto, anche se manca un mese e mezzo alla fine del mercato. Un calciomercato che diventa sempre più difficile, perché ci sono cifre pazzesche e portano l’Italia quasi a un ruolo di comprimario e questo genera difficoltà. Noi non abbiamo preclusioni a fare degli investimenti, ma che siano logici e in base al modello economico che rappresentiamo. Auspico che si trovi subito una soluzione per l’esterno destro, ma ci sono tanti giocatori disponibili. Cominciamo la stagione sapendo che dobbiamo completare la rosa, ma questo deve essere frutto di un processo razionale per arrivare a fare le scelte migliori”
Sul mercato l’Inter può permettersi di essere più ambiziosa oppure il principio resta quello dell’opportunità da cogliere?
“Sulle 20 squadre di Serie A, ce ne sono ben 13 di proprietà straniera. Questo significa che il nostro calcio non rappresenta più un potere imprenditoriale italiano, ma andiamo avanti grazie alle forze straniere. Noi, dopo Zhang, l’esperienza con Oaktree sta garantendo continuità. L’obiettivo è vincere in modo sostenibile, con i conti a posto. Ci avviciniamo a un risultato di bilancio soddisfacente per il secondo anno e non è poco considerando che abbiamo vinto due trofei. E’ un calcio in cui non si da più spazio al mecenatismo e quindi bisogna avere grande creatività di mercato, ma questo non limita il fatto che la società possa dispensare risorse per fare investimenti. Noi dobbiamo controllare i costi e non gli investimenti e quando parlo di costi mi riferisco soprattutto a due soggetti: i calciatori, che magari non possiamo avere perché guadagnano, e gli agenti che hanno un peso sempre più rilevante. Quindi anche noi dobbiamo combattere con queste realtà, che spesso condizionano i trasferimenti e che non sempre sono in grado di esprimere valutazioni positive per i loro assistiti. Ho già parlato del caso Palestra, frutto di una scelta fatta dal giocatore che legittimamente è venuto meno all’accordo verbale raggiunto il mese prima, il ruolo del suo agente poteva essere più consistente nell’indicazione della strada perseguibile, ha scelto questa strada e noi ci siamo dovuti arrendere, quindi un altro giocatore del patrimonio italiano va in un campionato che non è competitivo con noi”
Un giocatore bravo nell’1 contro 1 è una priorità sul mercato?
“E’ una questione tecnica su cui non mi addentro. Io sono tranquillo che l’Inter si è affidata a Chivu che sa sfruttare al meglio il bagaglio tecnico che la società gli mette a disposizione”
La priorità resta l’esterno destro o i difensori? Si guarderà maggiormente al mercato italiano o all’estero?
“Manca ancora un mese e mezzo alla fine del mercato, non dimentichiamoci che l’anno scorso il 31 agosto abbiamo definito Akanji, un’operazione super positiva. Non dobbiamo avere fretta, è un mercato con più difficoltà perché girano prezzi esosi. Ausilio è bravo e sa quello che deve fare e nel periodo più breve possibile”
Su Palestra

Nelle ultime sessioni l’Inter non ha mai spesso più di 25 milioni per singola operazione. In prospettiva può essere un problema?
“Per Palestra l’accordo con l’Atalanta l’avevamo già raggiunto, è stata una scelta di vita del giocatore. L’Italia in generale non è in grado di fare operazioni irrazionali, la possibilità di investimento c’è ma deve essere logica. Non siamo competitivi come le inglesi, ma possiamo recitare un ruolo da protagonisti con la creatività sul mercato”