Infantino fa infuriare anche l’Asia e va in minoranza. Gli asiatici: “il progetto mette in pericolo il calcio e i Mondiali
La Fifa e Infantino pagano macroscopici errori comunicativi. Gli asiatici lamentano la mancanza di trasparenza, non sono stati consultati e solidarizzano con Uefa e Concacaf che hanno mostrato la loro contrarietà. Chiedono di fermare l'iniziativa

FIFA president Gianni Infantino reacts during the 2026 World Cup Group D football match between USA and Paraguay at the Los Angeles Stadium in Inglewood on June 12, 2026. (Photo by Frederic J. BROWN / AFP)
Gli errori comunicativi di Infantino
Gianni Infantino ha commesso un clamoroso errore comunicativo. Ha tenuto per sé, per un anno, un progetto che invece andava condiviso e spiegato e illustrato con dovizia di particolari alle 211 associazioni della Fifa. Dopodiché tutto è emerso con uno scoop giornalistico in condivisione tra Financial Times e Times. La Fifa ne è stata travolta. Tardivo il comunicato nella notte in cui si è cercato di spiegare il progetto, spiegando che non si tratta di una privatizzazione dei Mondiali ma di una novità avvenuta anche nel golf e nella Formula Uno con la creazione di una sopita che cura e detiene – per un periodo limitato di tempo – i diritti commerciali dell’evento. Andava fatto prima.
L’Europa di Ceferin (la Uefa) ha avuto gioco facile nel dettare l’agenda comunicativa. Infantino ha dovuto incassare non solo la minaccia di boicottaggio della Uefa ma anche le forti contrarietà messe nero su bianco sia dalla confederazione nordamericana (Concacaf) sia – oggi – dalla confederazione asiatica da sempre bacino di voti del presidente Fifa. Gli asiatici contestano fortemente il metodo utilizzato dalla Fifa, la mancanza di trasparenza. E di fronte all’ipotesi di boicottaggio della Uefa e alla contrarietà della Concacaf, dice che la proposta va riconsiderata perché a mette a rischio l’unità del calcio mondiale e rischia di danneggiare la Coppa del Mondo. È una guerra di potere e di business ma se non sai comunicare sei destinato a perderla.

Il comunicato della confederazione asiatica
L’Afc (ossia la confederazione calcistica Asia) dichiara di “solidarizzare con Uefa e Concacaf (confederazione del Nord America)” e chiede che la Fifa torni sui propri passi sul progetto in stile Formula Uno di affidare a una società esterna la gestione dei diritti commerciali dei Mondiali. L’Afc parla di “revisione urgente della propria governance”. Dichiarazione devastante che aggiunge ulteriore pressione su Gianni Infantino.
Ecco il comunicato:
“La Confederazione del calcio asiatico (Afc) ha osservato con profonda preoccupazione gli sviluppi degli ultimi giorni relativi alla proposta di istituzione della Fifa Forward Enterprise (FFE) e all’incertezza emersa nella comunità calcistica globale.
L’Afc si esprime in solidarietà con Uefa e Concacaf nel manifestare serie preoccupazioni riguardo alla proposta della Fifa di introdurre investimenti privati nelle competizioni di punta della Fifa e al processo decisionale intorno alla Ffe.
La situazione ha creato la reale possibilità di un boicottaggio della Coppa del Mondo, ipotesi entrata nel discorso pubblico. Tale ipotesi dovrebbe preoccupare chiunque tenga al futuro del nostro sport. Il calcio non avrebbe mai dovuto arrivare a questo punto.

“Contro questo sfondo, e alla luce delle chiare posizioni espresse da Uefa e Concacaf, nonché delle divisioni senza precedenti emerse nel mondo del calcio, l’Afc ritiene che la proposta Ffe non possa realisticamente ottenere il necessario ampio consenso e unità richiesti per procedere.
Il Mondiale Fifa è il vertice del calcio globale e trae la sua forza dalla partecipazione di tutte le Confederazioni e delle principali nazioni calcistiche del mondo. Qualsiasi proposta che rischi di minare l’unità e il carattere universale della competizione deve essere riconsiderata.
Sebbene il dibattito immediato si concentri sulla Fifa Forward Enterprise, la Confederazione asiatica considera che questa questione si estenda ben oltre una singola proposta. Ha esposto debolezze rilevanti nei processi di consultazione e decisione della Fifa che ora devono essere affrontate. Sebbene l’Afc noti l’ultima chiarificazione della Fifa sulla proposta (“non è vero che venderemo i Mondiali”), le preoccupazioni centrali relative alla governance, al processo istituzionale e alla consultazione significativa rimangono senza risposta.
“Siamo rimasti ai margini del processo decisionale e non è la prima volta”
Una proposta di tale rilevanza, con un tale potenziale di influenza sul futuro commerciale, sportivo e strategico del calcio mondiale, non deve emergere attraverso processi che lasciano emarginate le Confederazioni, le Associazioni Membri (MA) e persino gli organi di governo della stessa Fifa, inclusi il Consiglio Fifa. L’obiettivo primario per il calcio mondiale deve essere garantire che decisioni di tale portata siano sviluppate attraverso processi ancorati alla trasparenza e che godano della fiducia della comunità calcistica.

Questa non è la prima occasione in cui i principali stakeholder hanno dovuto prendere atto di iniziative significative dopo che la direzione del percorso sembrava già essere stata determinata. Un tale approccio mina la fiducia nel quadro di governance della Fifa e diminuisce l’autorità dei suoi organismi statutari. Nessun processo di consultazione successivo, per quanto ben intenzionato, può sostituire un coinvolgimento iniziale con gli organi appropriati della Fifa e la famiglia del calcio.
L’Afc ritiene che questo momento debba diventare un catalizzatore per rafforzare la riforma istituzionale. Sebbene ogni membro associativo (ossia federazione) della Fifa debba avere l’opportunità di considerare e determinare proposte che influenzano il futuro del calcio mondiale, una democrazia significativa non si misura unicamente dall’opportunità di votare. Inizia con una governance trasparente, consultazioni tempestive, deliberazione informata e partecipazione genuina in tutto il processo decisionale.
“Di conseguenza, l’Afc invita la Fifa a intraprendere una revisione urgente del proprio quadro di governance e decisionale per garantire che proposte di rilevanza globale siano sviluppate attraverso una consultazione adeguata, un coinvolgimento significativo e una supervisione appropriata da parte degli organi statutari della Fifa.
La Coppa del Mondo FIFA, e lo sport stesso, appartengono all’intera famiglia del calcio globale. Il loro futuro deve sempre essere plasmato collettivamente, attraverso istituzioni che riflettano le voci di tutte le Confederazioni e federazioni”.