Infantino vittima della sindrome di Icaro, stavolta si è bruciato (Athletic)

Il Nyt non era stato ostile al progetto ma è emerso che nella Fifa quasi nessuno sapeva e pone l'accento sull'arroganza e su quel che potremmo definire delirio di onnipotenza

Infantino vittima della sindrome di Icaro, stavolta si è bruciato (Athletic)

Mg Miami (Stati Uniti) 11/07/2026 - Mondiali di Calcio 2026 / Norvegia-Inghilterra / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Gianni Infantino

Infantino stavolta si è spinto oltre, peraltro senza dire nulla a nessuno

Athletic – ossia il giornale sportivo del New York Times – è stato tra i giornali che inizialmente non aveva criticato ferocemente il piano di Infantino per la temporanea cessione dei diritti commerciali del Mondiale. Negli Stati Uniti non si è sollevata l’ondata di indignazione vissuta in Europa (la Uefa tutela giustamente i propri interessi). È accaduto nella Formula Uno, nel golf. Però quel che adesso colpisce è l’isolamento di Infantino. Che ha tenuto all’oscuro quasi tutti nella Fifa e ora si trova travolto dall’opposizione di una proposta che ha spiegato solo in un video riparatore in cui – scrive Athletic – il presidente Infantino appariva stanco.

Athletic pubblica un articolo il cui titolo è il seguente:

“Questo è il momento Icaro di Gianni Infantino: il presidente della Fifa si è finalmente avvicinato troppo al sole”.

Probabilmente il punto è proprio questo. Athletic scrive che dopo aver costantemente messo alla prova i limiti della sua autorità, adesso il numero uno della Fifa si è spinto troppo oltre.

Neanche il Consiglio Fifa sapeva

Quel che ha colpito è soprattutto la mancanza di trasparenza e di comunicazione del piano. Athletic cita le dichiarazioni di Bernd Neuendorf, presidente della Federazione calcistica tedesca, il quale ha rivelato di aver appreso dei piani di Infantino leggendone sui media.

“Sono anche membro del Consiglio Fifa, l’organo supremo della Fifa, e ci si aspetterebbe di essere informati in anticipo su una decisione così importante, su un processo di tale portata. Soprattutto perché si tratta di un progetto di tale portata. È un documento così esaustivo che se ne sarà discusso in seno alla Fifa per mesi, un anno o anche di più. Non è mai stato oggetto di discussione in seno al consiglio. Sono rimasto molto sorpreso, e anche infastidito, dal fatto che abbiamo dovuto apprendere una cosa del genere dalla stampa.”

Che poi è il nodo di tante federazioni.

Il Consiglio Fifa è composto da 37 membri, Infantino incluso.

Scrive il giornale sportivo del Nyt:

“I personaggi influenti tendono ad avere un ego smisurato”.

Il giornale cita il video in cui Infantino ha detto che che il piano era stato frainteso.

Athletic aggiunge:

“Ma se questa mossa è stata fatta in buona fede – abbassate le sopracciglia, per favore – allora qual era il vantaggio di tenerla segreta? Così facendo si rischiava solo di inimicarsi alcuni membri della comunità calcistica internazionale e di suscitare sospetti”.

Blatter Qatar Croazia

La Fifa non aveva una strategia di comunicazione, credeva che non servisse

Il giornale poi si sofferma sull’eccesso di potere della figura presidente della Fifa.

“Ed è proprio questo eccesso di potere – questo disprezzo per il consenso – che sembra aver messo Infantino in quel tipo di guai politici che era riuscito così spesso a evitare durante i suoi dieci anni di mandato”.

Athletic ricorda lo status di qualche giorno fa in cui il presidente della Fifa ha accusato i suoi critici di “diffondere odio” e ha mostrato il suo disprezzo per qualsiasi forma di critica.

E aggiunge:

“Questo è parte del problema. Nella sua risposta affrettata a questa crisi, la Fifa ha dimostrato quanto fosse impreparata a fornire spiegazioni. Forse, in questo contesto, si cela una constatazione ancora più allarmante. Forse non esisteva una strategia di comunicazione pianificata perché, quando Gianni vuole che qualcosa accada, di solito questo è sufficiente”.