“De Laurentiis vattene”: i tifosi del Bari comprano una pagina sulla Gazzetta del Mezzogiorno per cacciarlo
La frattura tra il Bari e la famiglia De Laurentiis è diventata insanabile. Dopo la retrocessione in Serie C, un gruppo di tifosi biancorossi ha comprato un'intera pagina pubblicitaria sulla Gazzetta del Mezzogiorno per lanciare un messaggio inequivocabile alla proprietà

Db Riyadh 18/12/2025 - Supercoppa Italiana / Napoli-Milan / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Aurelio De Laurentiis-Giovanni Manna
La rabbia dei tifosi del Bari contro la famiglia De Laurentiis ha trovato una forma clamorosa. Dopo la retrocessione in Serie C, un gruppo di sostenitori biancorossi ha deciso di mettere mano al portafoglio e acquistare un’intera pagina pubblicitaria sulla Gazzetta del Mezzogiorno per gridare quello che la piazza pensa da tempo. Lo slogan non lascia margini di interpretazione: “De Laurentiis vattene da Bari”, con un’aggiunta che è un manifesto — “il Bari non è un tuo gioco, la città non ti appartiene”.
Una protesta che ha un prezzo (e un significato)
Comprare una pagina di giornale per contestare la proprietà non è un gesto qualsiasi: costa migliaia di euro ed è il segnale di una mobilitazione organizzata, non di uno sfogo estemporaneo. È il punto d’arrivo di una rottura che raccontiamo da mesi, da quando il Bari dei De Laurentiis è finito in Serie C al termine di una presidenza giudicata disastrosa. E non è nemmeno la prima volta che la curva sceglie questo tono: già a dicembre i tifosi avevano usato parole quasi identiche, “qui non è Napoli, questo non è il tuo film, Bari non è per te”.

Il nodo è la multiproprietà
Il cuore della contestazione è sempre lo stesso: la sensazione di essere il fanalino di coda di un sistema pensato per un’altra città. È quello che intendiamo quando scriviamo che i De Laurentiis hanno ridotto Bari a servitù periferica di Napoli, un risentimento che ha coinvolto anche le istituzioni, con le accuse durissime al patron: “è un traditore, non siamo la succursale di Napoli»”.
Verso il summit Leccese-De Laurentiis: i nodi sono stadio e dirigenza
Dopo settimane di scontro a distanza, si intravede un primo spiraglio. Luigi De Laurentiis si prepara a incontrare il sindaco Vito Leccese la prossima settimana, tra il 3 e il 5 giugno: sarebbe il primo confronto diretto, dopo che il primo cittadino aveva accusato la società di essere distante dalla città e poco disposta al dialogo con il Comune, proprietario del San Nicola.
Sul tavolo ci sono due nodi. Il primo è la concessione quinquennale dello stadio San Nicola, bando al quale la SSC Bari è stata l’unica a partecipare. Il secondo, più politico, è il futuro del club: Leccese ha chiesto «un piano industriale serio» che guardi almeno all’orizzonte dei cinque anni della concessione, ed esplicitamente cosa intenda fare la proprietà dopo il 30 giugno 2028 — l’anno entro cui, per le regole federali sulla multiproprietà, la famiglia De Laurentiis dovrà comunque cedere il Bari. “Se non c’è una risposta, o non la si vuole dare, è giusto che la città lo sappia ora, non quando è troppo tardi”, l’ultimatum del sindaco. De Laurentiis, dal canto suo, si è detto “pronto al confronto” e ha respinto l’accusa di disinteresse, rivendicando “gli ultimi otto anni dedicati a questo progetto”.