Guardiola potrebbe accettare l’Italia perché è una “sfida”, e gli garantirebbe tempo per la famiglia
Così scrive El Paìs. Maldini e Leonardo gli hanno promesso libertà totale, sia dal punto di vista tecnico che per gli spostamenti. Lui ci sta davvero pensando

Db Manchester (Inghilterra) 18/09/2025 - Champions League / Manchester City-Napoli / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Pep Guardiola
Fino a quando dirà no (e ci toccherà approcciare il sì di Pirlo) il sogno di Pep Guardiola ct della Nazionale non è solo un sogno. Perché dopo L’Equipe anche El Paìs (che qualche prossimità in più a Guardiola ce l’ha) scrive che davvero potrebbe convincersi. E non tanto per le “eccezioni” economiche promesso da Malagò.
“La speranza – scrive il giornale spagnolo – che l’ex giocatore del Barcellona, 55enne, accetti l’incarico si basa sulla sua passione e sul suo amore per il calcio italiano e sul suo legame con l’Italia, dove ha giocato con Roma e Brescia tra il 2001 e il 2003 prima di ritirarsi. “Perché no?” fu la sua risposta in un evento pubblico a Trento nel 2018, quando gli fu chiesto se un giorno avrebbe potuto tornare ad allenare in Italia, un commento riemerso di recente”.

La Nazionale per restare in famiglia
“La possibilità è rafforzata anche dal fatto che Guardiola ha già vinto tutto sulla panchina di club in tre paesi: con Barcellona, Bayern Monaco e Manchester City, dove ha trascorso 10 anni conquistando 20 titoli. La Nazionale Azzurra e la sfida di ricostruirla dalle fondamenta rappresentano una nuova sfida che potrebbe motivare Guardiola, e la Federazione Italiana Giuoco Calcio è fiduciosa che, nonostante il suo desiderio di riposo, il richiamo del calcio avrà la meglio. Soprattutto perché allenare l’Italia è un’ottima opzione che gli permetterebbe di conciliare il lavoro con più tempo da dedicare alla famiglia”.
“L’offerta di Maldini, infatti, includerebbe la massima flessibilità per agevolare i viaggi del tecnico da e per l’Italia. Secondo quanto riportato dalla stampa, la proposta sarebbe inoltre molto ambiziosa, con un progetto a lungo termine e piena autonomia e autorità per influenzare la federazione a tutti i livelli. Ciò coinvolgerebbe non solo la nazionale, ma anche tutte le altre categorie, ponendo le basi per un nuovo sistema e una nuova filosofia nel calcio italiano. In questo senso, Guardiola potrebbe scegliere i suoi collaboratori di fiducia e disporre di una propria rete di osservatori”.