De Laurentiis, il legale: “Senza una sentenza di fallimento il reato non può essere sostenuto”

A Stile Tv: "Il socio unico del Bari è la Filmauro; la situazione non regge, neanche giuridicamente. Verificheremo con i pubblici ministeri, con i quali chiederemo un incontro".

De Laurentiis, il legale: “Senza una sentenza di fallimento il reato non può essere sostenuto”

Aurelio De Laurentiis president or Napoli prior the Supercoppa Italiana semifinal match between SSC Napoli and AC Milan at King Saud University Stadium on December 18, 2025 in Riyadh, Saudi Arabia. (Photo by Jose Breton/Pics Action/NurPhoto) (Photo by Jose Breton / NurPhoto via AFP)

Il legale di Aurelio De Laurentiis, Fabio Fulgeri, ha parlato a Stile Tv in merito all’inchiesta in cui sono accusati il patron del Napoli e il figlio Luigi di bancarotta fraudolenta connessa per l’operazione che portò Elia Caprile dal Bari al Napoli.

Il legale di De Laurentiis: “Il socio unico del Bari è la Filmauro, la situazione non regge, neanche giuridicamente”

Fulgeri ha dichiarato:

La contestazione ipotizzata di bancarotta fraudolenta senza presupposti oggettivi è la dichiarazione giudiziale che poi è quella che una volta si chiamava fallimento. Senza una sentenza di fallimento, il reato non può essere sostenuto. Non è attribuibile ai De Laurentiis perché non c’è una situazione di insolvenza. Il socio unico del Bari è la Filmauro che è capace di sostenere qualunque impegno economico e quindi in assenza di una dichiarazione di insolvenza, la situazione non regge, neanche giuridicamente. Verificheremo con i pubblici ministeri con i quali chiederemo un incontro“.

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L’avvocato ha spiegato anche quali saranno i prossimi passi che verranno effettuati:

Hanno acquisito i dati informatici, poi si passerà alla selezione del materiale con i nostri consulenti tecnici e poi ci sarà un confronto con i pubblici ministeri e si rassereneranno. Abbiamo quasi la certezza che rientrerà tutto, non è possibile contestare la bancarotta in assenza di un presupposto oggettivo che è la dichiarazione di fallimento che oggi si chiama liquidazione giudiziale. Chinè ha chiesto gli atti, verificherà anche lui che l’ipotesi non troverà alcuno sbocco. Dal punto di vista sportivo, non me ne occupo io. Ma è chiaro che un giocatore viene valorizzato se gioca, arriveremo al punto che il mercato lo faranno le procure, ci affidiamo a dei consulenti esterni“.