Mancini: “Tre anni fa ci fu mancanza di comunicazione tra me e Gravina. Sono molto dispiaciuto. I giovani hanno bisogno di fiducia”
In conferenza: "Se ci fossimo parlati a quattr'occhi, sarebbe cambiato tutto. Ringrazio Ranieri che ha declinato l'anno scorso”. Se ci fosse stato Ranieri e non Gattuso, non sarebbe stato richiamato.

As Roma 29/07/2026 - presentazione allenatore Italia / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: Claudio Ranieri-Roberto Mancini
La conferenza di presentazione di Mancini e Ranieri rispettivamente commissario tecnico e direttore tecnico della Nazionale.
Presentati da Malagò: entrambi hanno contratti di quattro anni.
Mancini: “Tre anni fa, ci fu mancanza di comunicazione tra me e Gravina. Se ci fossimo parlati a quattr’occhi, sarebbe cambiato tutto. Sono molto dispiaciuto. La maglia della Nazionale per me è molto importante. Come se da innamorato perdi la donna della tua vita. Vuol dire che hai commesso qualcosa che non andava fatto. Però adesso la sorte, grazie a Malagò, mi dà la possibilità di rifarmi”.
“Vorrei rimettere in piedi una squadra che ha saputo fare quello che fece la squadra tre anni fa”.
“Cerco che la squadra giochi così bene che i tifosi magari si reinnamorino”.
Che cosa ti senti di dire a Gravina?
“Innanzitutto ringrazio Ranieri che ha declinato l’anno scorso così… (sennò non sarebbe stato chiamato oggi, ndr). Io con Gravina ho parlato, la responsabilità è totalmente mia”.
Il gap è aumentato?
“Sul lato giocatori, ci sono giocatori bravi in Italia, giovani. Bisogna dar loro fiducia, farli giocare. I giovani possono cambiare totalmente in Serie A. Quando Zaniolo venne da noi, non aveva giocato nemmeno in Serie B. Era in difficoltà. Poi, tre mesi dopo, cambiò tutto. I giovani hanno bisogno di fiducia”.
Si è impegnato a garantire progetto di lungo periodo?
“La prima volta sono stato cinque anni, stavo benissimo, era il mio ruolo preferito. Spero di vincere un trofeo importante, anzi due. E quindi rimanere più tempo”.
Le Nazionali come giocheranno.
“Contano gli uomini e i sistemi di gioco che vanno adattati agli uomini. Le Nazionali, 21, la 20 e la 19, anche la 18, devono giocare come la Nazionale maggiore, devono avere lo stesso sistema di gioco”.
Ci sono meno colonne cui appoggiarsi, Bonucci, Chiellini, Jorginho, Chiesa.
“Sicuramente Bonucci e Chiellini sono stati molto importanti, è vero. Però Jorginho e Verratti non giocavano insieme perché ritenuti troppo piccoli per giocare insieme. L’importante è trovare giocatori bravi, tecnici. Se abbiamo giocatori tecnici, non abbiamo tanti problemi”.
Si può avere l’ambizione di vincere il Mondiale?
“Quando siamo partiti, il 90-95% dei giornalisti ritenevano l’Italia la settima ottava squadra d’europa. In quattro anni non abbiamo mai perso, purtroppo la Spagna ci ha sottratto il record, nessuno pensava che potessimo fare qualcosa di buono. Se penso che l’Italia andrà al Mondiale, quando è lì diventa una delle squadre da battere. Una squadra pericolosa. Puntiamo a qualificarci prima in Nations League, poi Europeo e Mondiale”.
“La nostra speranza è che in Italia giochino più italiani. Ma la situazione stranieri è come quella di qualche anno fa. Se vanno all’estero e giocano, è importante, è una cosa buona”.
“Vedere le partite al Mondiale ti dà sempre uno spunto tattico. Sarà una squadra con uno spirito offensivo, essere sempre propositivi. Anche quando andremo affronteremo squadre che sono tra le migliori, loro affrontano sempre l’Italia”.
Nations League.
“I quattro gironi di Serie A di Nations sono tutti composti da squadre forti. sarà un girone difficile per noi come per le altre squadre”.
Il tema del centravanti. Già tre anni fa era un tema. Ora Retegui, Pio Esposito, Kean. Ti senti coperto?
“Io spero che i ragazzi hai citato facciano gli stessi gol di Ciro che è stato un grande bomber. Che facciano i suoi gol in Serie A. Kean lo feci debuttare io, lo conosco molto bene. Non penso che stiamo messi così male in attacco”.
“I problemi li hanno anche gli altri ct, facevamo gli stage ma convocavamo solo i calciatori dell’Under 21. Erano calciatori che in quel momento non giocavano. Non so se sarà possibile fare gli stage”.
Il bilancio.
“Abbiamo vinto l’Europeo che non vincevamo dopo 60 anni. Non abbiamo perso quattro anni. Poi c’è stata l’eliminazione, forse l’abbiamo persa prima con quei due rigori sbagliati. Il calcio porta anche grandi delusioni ma bisogna pensare in modo positivo”.