Cent’anni di Napoli: in piazza gli ultras, famiglie, bambini
In piazza anche San Gennaro. Il serpentone azzurro racconta di tre generazioni di tifosi. Domani la festa ufficiale, quella del club e delle istituzioni

Tifosi in piazza per il centenario del Napoli (foto Giuseppe Manzo)
Cent’anni di Napoli
In migliaia a Napoli sono scesi in piazza tra bandiere, maglie e sciarpe. È la festa dei 100 anni, quella degli ultras ma non solo. Ci sono famiglie, anziani, bambini che cantano i cori storici e quelli più recenti. Questa è la festa lanciata un mese fa dal tifo organizzato che ha anticipato quella del club di domani in piazza Plebiscito.
In piazza ci sono i capiultrà storici hanno occhi lucidi: “il nostro lo abbiamo fatto, ora tocca ai giovani. Anche se oggi più difficile stare in curva”, dice uno di loro. Alle sue spalle spunta pure San Gennaro che benedice questa piazza rovente di calore e passione.

La storia, da Ascarelli a Maradona
Il serpentone azzurro racconta di tre generazioni di tifosi, tinti di azzurro, che vogliono essere protagonisti di questa festa che parla di un secolo di storia. I bambini presi per mano da chi ha ancora negli occhi il Napoli di Diego. La storia però racconta da Ascarelli a Sivori, da Savoldi a Krol fino a re Diego che campeggia sulle bandiere baciate dal sole rovente del lungomare.
Se come dice il profeta di Fusignano Arrigo Sacchi “il calcio è la cosa più importante tra le meno importanti” a Napoli è proprio una cosa seria, religione nel tempo del trionfo del materialismo, sentimento contro aridità.
Sotto i gazebo della Rotonda Diaz ci sono le foto di un secolo di storia. Chissà cosa penserà il Conte Max, appena arrivato nella nomenclatura di questo secolo di storia, quando vedrà le immagini di Mergellina tra le bandiere azzurre e il Vesuvio. Forse capirà che da queste parti pure il “corto muso” sarà sempre e comunque un’eruzione di entusiasmo. Per cento anni ancora Napoli.
