Caso plusvalenze Juventus, la Corte di Giustizia Europea dà ragione ad Agnelli e Arrivabene

Avevano chiesto al Tar di annullare la richiesta di inibizione di 24 mesi della Figc. D'ora in avanti, le sentenze della giustizia sportiva dovranno poi essere sottoposte al parere di un giudice indipendente.

Caso plusvalenze Juventus, la Corte di Giustizia Europea dà ragione ad Agnelli e Arrivabene

Torino 01/08/2020 - campionato di calcio serie A / Juventus-Roma / foto Image Sport nella foto: Andrea Agnelli

La Corte di Giustizia Europea ha dato ragione ad Agnelli e Arrivabene per il caso plusvalenze della Juventus; d’ora in avanti, dunque, le sentenze della giustizia sportiva dovranno poi essere sottoposte al parere di un giudice indipendente.

La Corte di Giustizia Europea dà ragione ad Allegri e Arrivabene

I giudici hanno stabilito che il divieto di esercitare attività professionali, esteso all’Unione europea, può essere conforme al diritto comunitario, a condizione che rispetti i principi di legittimità e proporzionalità. Hanno poi ribadito che i destinatari delle sanzioni devono poter ricorrere a un giudice per ottenere un eventuale risarcimento e per chiedere l’annullamento del provvedimento; se necessario, l’adozione di misure cautelari. La sentenza a proposito del ricorso di Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene, scrive Tuttosport, ha confermato tutto ciò.

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Agnelli e Arrivabene avevano chiesto al Tar di annullare la sentenza di inibizione per 24 mesi inflitta dai tribunali della Figc, perché ritenuta ingiusta. Tuttavia, la legge italiana non consente ai tribunali ordinari di annullare una sentenza della Giustizia Sportiva, semmai di decidere un risarcimento economico. In questo caso, l’Avvocato Generale ha spiegato come “il diritto dell’Unione osti ad una normativa che non consente ai giudici nazionali di annullare le sanzioni sportive illegittime“. Una sentenza, quindi, che impedisce di svolgere il proprio lavoro per un periodo lungo non può non essere appellata presso il giudice naturale. Ed è quello che ha confermato la Corte di Giustizia europea, che ha così ridimensionato il potere della Giustizia Sportiva.